L’Rsa dell’ospedale aumenta di 10 posti letto
La Residenza sanitaria assistenziale dell’ospedale di Monfalcone quest’anno non chiuderà, o quasi, per ferie, come nell’estate 2017, e anzi aumenterà di 10 i posti letto. Nello spazio al quarto piano della struttura degenze l’Azienda sanitaria Bassa Friulana-Isontina ha ricavato cinque nuove stanze, riconvertendo spazi adibiti ad ambulatori e spogliatoi per il personale, riorganizzati e ricollocati all’interno della Rsa.
I nuovi posti letto saranno pienamente operativi in autunno, andando a sgravare altri reparti finora costretti ad accoglienze improprie, come la Medicina e il Pronto soccorso, e permettendo di aumentare il numero di interventi chirurgici che necessitano di un periodo di riabilitazione o comunque di un periodo in Rsa.
È quanto ha spiegato ieri il direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Poggiana, presentando l’ampliamento alla presenza del sindaco Anna Cisint, che continua a tenere sotto pressione l’Aas (ma anche la Regione) per vedere realizzati gli interventi ritenuti necessari per fornire un’adeguata risposta di sanità e salute alla città e al territorio circostante. I 10 posti, come spiegato dal responsabile infermieristico del Distretto sanitario Paolo Frittitta, andranno ad aggiungersi ai 37 a caratterizzazione assistenziale (a bassa, media e alta intensità), mentre rimarranno fermi a 5 i posti letto di Hospice e gli 8 di medicina riabilitativa.
Come rilevato dal dottor Luciano Pletti, direttore del Dipartimento di assistenza primaria del Distretto sanitario, da cui dipende la Rsa, l’implementazione risponde sia all’esigenza di una gestione di pazienti anziani e con più patologie croniche in vista di un loro rientro a domicilio (o in una struttura protetta), sia a quella di fornire un respiro alle famiglie che accudiscono dei parenti a casa. «Oltre che aumentare la capacità di assistenza post operatoria e quindi l’attività chirurgica dell’ospedale» come ha osservato il direttore del Distretto sanitario Basso Isontino, Michele Luise «Serve un potenziamento della capacità operatoria del blocco chirurgico», ha ribadito il sindaco Cisint. Il direttore generale ha assicurato che si sta già lavorando, grazie all’arrivo di nuovo personale infermieristico, a una nuova organizzazione per aumentare le sedute operatorie a partire dall’autunno. “Si tratta di separare gli interventi programmati di elezione, quelli di urgenza e quelli di emergenza cui sarà sempre riservata una sala in modo da non rinviare i primi, allungando le liste d’attesa» —
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