Lubiana, maxi rimpasto del governo Golob. Dopo il referendum i dicasteri salgono a 20
Già scattate le dimissioni “tecniche” di alcuni ministri per permettere di attuare la riforma. Numerosi i trasferimenti per impiegati e uffici

Ribaltone al governo della Slovenia. Non per una crisi politica improvvisa, ma per l’adeguamento della struttura dell’esecutivo in base alla nuova legge voluta dal primo ministro Robert Golob e confermata dall’esito del referendum popolare che si è tenuto lo scorso novembre. Legge che prevede un governo con 20 dicasteri (finora erano 15), per cui si sta mettendo in moto tutta una macchina procedurale al fine di riempire le caselle vuote e correggere quelle esistenti, mentre resta salda la maggioranza costituita da Movimento Libertà, Socialdemocratici e Levica.
In questi giorni il premier Golob invierà al Parlamento le dimissioni dei ministri dell'Istruzione e delle Infrastrutture Igor Papič e Bojan Kumro, già presentate quando sono entrate in vigore le modifiche alla legge governativa. Al Parlamento saranno formalizzate ufficialmente le dimissioni dei due ministri - che assumeranno la guida di nuovi ministeri, dopo la riorganizzazione del governo e fino ad allora svolgeranno gli affari correnti - al più tardi lunedì 9 gennaio. Entro quella data il primo ministro dovrebbe inviare un elenco di candidati per i portafogli ministeriali modificati. Nel frattempo non si sa ancora se nel pacchetto dei candidati ministeriali verrà inserito anche il nome del nuovo ministro dell'Interno dopo le dimissioni del ministro Tatjana Bobnar, la quale ha lasciato l’incarico dopo i sospetti di intromissioni politiche all’interno della polizia.
La legge modificata sul governo, entrata in vigore alla fine dello scorso anno, introduce tre nuovi ministeri: quello dell'Istruzione superiore, la scienza e l'innovazione, che sarà guidato da Papič, quello dell’Ambiente, il clima e l'energia, che saranno guidato da Kumro, e quello per un Futuro sostenibile e solidale.
Il candidato per quest’ultima poltrona è Simon Maljevac, segretario di Stato al ministero del Lavoro. Nel giorno in cui la legge è entrata in vigore, quattro ministri in carica hanno cessato di ricoprire la carica, ovvero il ministro per lo Sviluppo economico e la tecnologia Matjaž Han , il ministro per l'Ambiente e lo spazio Uroš Brežan , il ministro per la Trasformazione digitale Emilia Stojmenova Duh e il ministro per Sviluppo e politica di coesione europea Aleksandar Jevšek.
Quando il governo sarà riorganizzato, le loro aree di attività saranno cambiate, quindi questi ministri, che ora si occupano degli affari in corso, presenteranno i loro nuovi piani al Parlamento per la seconda volta in questo mandato. La presentazione dei progetti attende anche i candidati che assumeranno gli attuali dipartimenti dopo la partenza di Papič e Kumro. Come previsto, il segretario di Stato Alenka Bratušek guiderà il ministero delle Infrastrutture e Darjo Felda, il segretario di Stato in questo dipartimento, guiderà il ministero dell'Istruzione.
Si tratta di una operazione di maquillage politico istituzionale che avrà grandi ricadute anche sulla riorganizzazione del lavoro e degli uffici. Sono previsti infatti molti trasferimenti di personale e cambiamento di sedi di lavoro. Dal 12 al 16 gennaio sono attese le audizioni dei ministri davanti agli organi di lavoro parlamentari competenti. Secondo le scadenze a oggi previste, il processo di riorganizzazione del governo si completerà nella seconda metà di questo mese, quando i ministri presteranno giuramento in Parlamento con il via libera degli organi di lavoro competenti.
E ciò potrebbe avvenire nella sessione straordinaria del 17 gennaio o una settimana dopo, nel corso della sessione plenaria ordinaria.
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