L’Ue: «Lubiana non è come Cipro» Flop dei Bot sloveni

Ilpremier Bratušek andrà a Bruxelles: «Risolveremo i nostri problemi da soli, non chiederemo aiuti alla Ue»
La Commissione Ue ha trovato oggi, 27 settembre 2011, un'intesa sulla proposta di direttiva per introdurre un sistema comune per la tassazione delle transazioni finanziarie a partire dal 2014. Il varo formale dovrebbe però avvenire domani in concomitanza con il discorso sullo stato dell'Unione che il presidente Barroso terrà davanti al Parlamento. epa02833012 European Commission President Jose Manuel Barroso makes a statement at the European commission headquarters in Brussels, Belgium, 20 July 2011. ANSA/OLIVIER HOSLET
La Commissione Ue ha trovato oggi, 27 settembre 2011, un'intesa sulla proposta di direttiva per introdurre un sistema comune per la tassazione delle transazioni finanziarie a partire dal 2014. Il varo formale dovrebbe però avvenire domani in concomitanza con il discorso sullo stato dell'Unione che il presidente Barroso terrà davanti al Parlamento. epa02833012 European Commission President Jose Manuel Barroso makes a statement at the European commission headquarters in Brussels, Belgium, 20 July 2011. ANSA/OLIVIER HOSLET

di Mauro Manzin

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«La Slovenia non è Cipro e nulla indica che Lubiana ci chiederà aiuto», parole di Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea al termine dell’incontro a Bruxelles con il premier slovena Alenka Bratušek che un primo risultato lo ha raggiunto. Subito vanificato però dal flop dell'asta di titoli del Tesoro della Slovenia. Sui 100 milioni di euro che si proponeva di raccogliere con due operazioni a breve termine lanciate ieri, Lubiana ha ottenuto solo 56 milioni. L'emissione a 6 mesi ha totalizzato 32,25 milioni al tasso dell'1,7% contro l'1,5% del mese scorso e quella a 12 mesi ha fruttato 23,8 milioni al tasso del 2,99% contro il 2,02% di febbraio. Il risultato dell'asta è un altro duro colpo alla credibilità del governo di Lubiana, commenta un trader, secondo cui la risposta delle banche all'emissione è stata fredda perchè non intendono prestare soldi al governo a tassi così bassi.

«Non abbiamo tempi facili davanti a noi, ma siamo pronti a risolvere i nostri problemi da soli, non chiederemo aiuti alla Ue», ha ammesso la Bratušek dopo l’incontro con il presidente Barroso. «Abbiamo cominciato dalla riforme del lavoro e delle pensioni, a ora stabilizzeremo il nostro sistema bancario con una legge che crea una “bad bank”, poi ridurremo il deficit, ma senza gravare sulla crescita», ha aggiunto. «C’è stata molta pressione dei media sulla Slovenia recentemente - ha confermato la premier - ma voglio ricordare che non siamo un paradiso fiscale, abbiamo una disoccupazione più bassa della media Ue, abbiamo un debito che non supera il 130% e siamo più forti di altri Paesi europei», ha precisato.

Per quanto riguarda la piena operatività della “bad bank” la Bratušek ha precisato che ciò avverrà in giugno, mentre la grossa partita delle privatizzazioni si giocherà entro l’estate. Tempi più lunghi, invece, per la stabilizzazione delle finanze pubbliche. «Sarebbe troppo ottimistico sostenere - ha detto la Bratušek - che stabilizzeremo le nostre finanze pubbliche entro il 2015».

Quelli elencati dalla premier slovena sono i tre principali temi d’interesse per l’Unione europea cui si devono aggiungere il sistema fiscale e quello referendario. Già prima della caduta del governo Janša l’Ue aveva accolto con favore la soluzione della “bad bank” e ora si aspetta che diventi quanto prima operativa. Per quanto riguarda il deficit di bilancio Bruxelles ha accolto con qualche perplessità l’intenzione del governo di Lubiana di varare una manovra finanziaria aggiuntiva che dovrebbe portare a un certo allentamento della borsa della spesa pubblica per cercare di far ripartire l’economia in recessione. E lunedì scorso, in gran segreto, era giunto a Bruxelles anche il ministro delle Finanze sloveno, Uroš ‹ufer il quale si è incontrato con il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn. I contenuti dei colloqui non sono stati resi noti ma appare chiaro, a questo punto, che il grosso della partita “tecnica” tra Slovenia e Ue si è giocata proprio in questo incontro lasciando alla Bratušek compiti più specificamente politici.

Una cosa però alla fine dei colloqui è apparsa inopinabile. L’Unione europea ora si attende risposte concrete da parte di Lubiana con scadenze precise da rispettare senza ulteriori rinvii. Altrimenti Cipro diventerebbe maledettamente vicina.

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