Luka Koper investe 45 milioni e allunga di cento metri il Molo I

Sulla banchina un’area da 25 mila metri quadri per raggiungere la capacità annua di 1,5 milioni di Teu
Diego D’amelio

trieste

Il Porto di Capodistria ha ultimato la prima parte dei lavori di ampliamento della banchina dedicata al traffico container. Alla presenza del ministro delle Infrastrutture Jernej Vrtovec, Luka Koper ha inaugurato il “dente” realizzato in pochi mesi all’estremità del Molo I: un allungamento di 100 metri, che consente la creazione di un nuovo ormeggio denominato Link 7D.

Si tratta dell’ultimo intervento sulla banchina, nata nel 1979 con 150 metri di lunghezza e portata nel tempo fino ai quasi 700 metri attuali. Sul molo lavorano 9 gru, che da fine 2022 diventeranno 11, grazie all’ordine già effettuato di due Super-post-Panamax. Luka Koper spiega in una nota che l’opera appena inaugurata fa parte di un investimento da 45 milioni, con cui verrà creata sulla banchina un’area di stoccaggio da 25 mila metri quadrati, strappati al mare grazie all’impiego di 770 pali in acciaio lunghi 65 metri. L’obiettivo di Capodistria è mettere a disposizione la superficie entro il primo quadrimestre 2022, consentendo al terminal di raggiungere una capacità annua da 1,5 milioni di Teu. Il piano prevede poi il completamento dell’allungamento del molo con un ultimo lotto, con tempistiche da definire.

Dimitrij Zadel, ceo di Luka Koper, ha sottolineato che «gli armatori stanno costruendo navi sempre più grandi e i porti si devono adattare o rimanere fuori da tutti i maggiori flussi commerciali. Ecco perché il nuovo Link 7D è solo l’inizio». I lavori sono cominciati ad agosto, dopo che nel novembre 2017 Luka Koper aveva ricevuto il via libera a costruire dal ministero dell’Ambiente sloveno, andando poi incontro a un lungo braccio di ferro con il Comune di Capodistria. Il dente è stato completato con tre mesi di ritardo sulla tabella di marcia e misura per l’esattezza 98,5 metri di lunghezza e 34,4 di larghezza, con cui la linea di accosto ha raggiunto 695 metri, consentendo l’attracco di navi più lunghe.

Il secondo step è ora quello di ampliare il dente in larghezza e ingrandire il tratto finale della banchina, creando una superficie di 25 mila metri quadrati dove ospitare container in attesa della movimentazione via treno. La realizzazione costerà nel complesso 235 milioni fra ampliamento della banchina (45 milioni), dragaggi, allungamento dei binari di servizio e acquisto delle gru.

Il comunicato ufficiale evidenzia inoltre che lo scalo sloveno ha movimentato poco meno di 1 milione di Teu nel 2020 e che metà dei container viaggiano su ferro: «Il futuro sviluppo del Porto dipende in larga misura dalla puntuale costruzione di un binario addizionale per il collegamento con l’hinterland». Si tratta dei 27 chilometri della Capodistria-Divaccia, i cui lavori preliminari sono iniziati, sebbene resti ancora incerta la dotazione finanziaria per l’opera, che ha perso i 200 milioni assicurati dal governo ungherese, ormai convintosi a spostare i propri investimenti su Trieste.

Luka Koper ritiene ad ogni modo possibile rendere «operativo il secondo binario nel 2026» e Vrtovec ha assicurato che il ministero farà il possibile per supportare i progetti di sviluppo. Uroš Ilić, presidente del Consiglio di sorveglianza del Porto, ha rimarcato a sua volta che «se consideriamo che la costruzione del secondo binario vale un miliardo, è facile capire l’ambiziosa strategia di Luka Koper nell’investire mezzo miliardo entro il 2025 (sul fronte mare, ndr) per avvantaggiarsi dell’aumentata capacità ferroviaria». —



Riproduzione riservata © Il Piccolo