L’ultimo omaggio di Vučić a Irinej, grande difensore della Serbia

Il presidente durante la cerimonia funebre a San Sava ha parlato puntando sui temi nazionalisti più cari in vita al defunto morto di Covid
Belgrado: un momento dei funerali di ieri del patriarca Irinej a San Sava
Belgrado: un momento dei funerali di ieri del patriarca Irinej a San Sava

E' stato il presidente serbo Aleksandar Vučić a dare ieri l'ultimo saluto al patriarca ortodosso Irinej morto di Covid-19 all’età di 90 anni. Vučić ne ha esaltato le qualità umane e pastorali, tutte rivolte alla difesa della Serbia e del suo popolo, a favore della pace e della convivenza pacifica.
Parlando nella Cattedrale ortodossa di San Sava a Belgrado a conclusione della lunga liturgia funebre, protrattasi per oltre quattro ore rispettando il più possibile le misure anti-covid, il presidente serbo - visibilmente commosso - ha ricordato gli ultimi colloqui avuti col patriarca in occasione del suo ricovero in ospedale, e durante la degenza. «Non ti preoccupare, con me andrà tutto bene. Cerca invece di fare tutto il possibile per la Republika Srpska e il Kosovo», è stato l'ultimo messaggio lasciato dal patriarca a Vučić, come riferito dal presidente. Vučić ha sottolineato anche il forte impegno di Irinej a difesa della popolazione serba e della Chiesa ortodossa serba in Kosovo e Montenegro, la sua tenacia nel consentire la fine dei lavori di costruzione e abbellimento interno della Cattedrale di San Sava, la più grande chiesa ortodossa dei Balcani. Lavori finanziati in parte con il contributo della Russia. Nel suo intervento Vučić ha fatto al tempo stesso riferimento al dialogo instaurato da Irinej con il Vaticano, osservando come il patriarca abbia convinto Papa Francesco del fatto che il cardinale croato Alojzije Stepinac non è un santo. Insomma, un vero e proprio comizio, davanti a un morto. —
M. MAN.
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