L’Unione Italiana si prepara a cedere una parte dei fondi all’Upt di Trieste

Circa 200 mila euro destinati a restare nelle casse dell’ente commissariato. Corva: necessario. Ma Garufi: non è così
Foto Bruni 22.01.16 Il prefetto Adelaide Garuffi
Foto Bruni 22.01.16 Il prefetto Adelaide Garuffi



L'Unione Italiana (Ui) si prepara a cedere all'Università popolare di Trieste (Upt) una parte - circa 200 mila euro - dei fondi del capitolo 4545, quelli cioè destinati a favorire attività culturali e iniziative per la conservazione di storia e tradizioni degli italiani rimasti nelle aree dell'ex Jugoslavia. La notizia, data dagli stessi vertici Ui, non viene però confermata da Upt.

Andiamo con ordine. I contorni della manovra che andrebbe a sistemare in parte le casse di Upt vanno ancora definiti e sottoscritti nella convenzione che sarà stipulata per i fondi 2019 tra ministero degli Esteri, Ui e Upt. Le intenzioni però sono state anticipate nella bozza di convenzione presentata l’8 luglio nella riunione del Comitato di coordinamento per le attività in favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. I contenuti della bozza, e dunque la strategia che si intende adottare per "aiutare" l'ente morale di piazza Ponterosso, sono stati riferiti nella riunione dell’esecutivo Ui tenuta a Dignano, e poi spiegati alla stampa dal presidente della stessa giunta Marin Corva. «Era necessario trovare dei mezzi per assicurare il normale funzionamento di Upt - ha spiegato Corva senza celare un certo malcontento - anche se si sperava che la soluzione venisse trovata altrove. In pratica verranno attinti dei mezzi dal capitolo 4545, aumentando le spese di gestione di Upt». Con questo meccanismo, Upt per le proprie spese di gestione tratterrebbe dai fondi 2019 su quello specifico capitolo non più, come storicamente, il 15, bensì il 25%. Fondi che non andrebbero più ai progetti per gli italiani di oltreconfine ma servirerebbero a coprire parte del deficit accumulatosi negli anni nelle casse dell'Upt andando a creare la situazione che lo scorso dicembre ne ha determinato il commissariamento. Al Piccolo Corva non fornisce ulteriori spiegazioni - che invece darà il 31 luglio all'assemblea di Ui cui partecipano i rappresentanti delle diverse Comunità italiane - limitandosi a confermare quanto detto a margine della giunta.

Ma come detto questo scenario non trova conferma dal commissario Upt, Francesca Adelaide Garufi. «Il verbale del Comitato di Coordinamento lo stiamo terminando, non è ancora formale, chi ha dato queste informazioni - precisa - se ne assume le responsabilità». La cifra «non è sotto forma di percentuale, non è prevista dalle norme. Quando il verbale sarà sistemato daremo comunicazioni», chiude Garufi.

A chiusura del bilancio consultivo 2017 dell'Upt, il patrimonio netto evidenzia una perdita di 79.963 euro, che si aggiunge alle perdite mai coperte e portate a nuovo dagli anni precedenti di 301.600 euro, per un totale al 31 dicembre 2017 di 381.563 euro. Lo stesso bilancio evidenzia debiti per 401.946 euro oltre a debiti verso i creditori per ulteriori 51.316 euro. Il bilancio 2018 non è ancora stato approvato. L’operazione ora in ballo prevede che dai circa 2 milioni di euro erogati per il capitolo 4545, Upt per le spese di gestione non tratterrebbe circa 300 mila euro, bensì 500 mila: all’Ui arriverebbero circa 1 milione e 500 mila euro, 200 mila in meno rispetto al passato. La realtà finanziata concorrerebbe insomma a risollevare le casse del finanziatore. Un passo cui non si era mai ricorsi in precedenza. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo