L’uscita dall’aula Ziberna: «C’è chi non sa contare»

Assieme al centrosinistra, che protesta denunciando «inciviltà e offese», anche questa volta le spine nel fianco sono Ferrari, Stasi e Roldo

«Estremamente soddisfatto» per l’approvazione di importanti provvedimenti per la città, ma anche «molto deluso» da parte dell’opposizione per il suo atteggiamento in aula. Così si definisce il sindaco Ziberna dopo l’esito del Consiglio comunale, riferendosi in particolare alla scelta di diversi componenti della minoranza di abbandonare i lavori in polemica per l’ormai celebre caso dello “sfogo” di Sartori. Il Pd, innanzitutto, ma anche Collini di Percorsi Goriziani o Picco del Forum. «Abbiamo approvato provvedimenti che non potevano essere rinviati – dice Ziberna –. Stiamo dando il massimo per supportare le attività cittadine in questo momento così difficile. Proprio per questo sono profondamente deluso e amareggiato dal comportamento di parte dell’opposizione che ha preferito inseguire i giochi di potere anziché pensare al bene della città. Hanno tentato insieme purtroppo a qualche esponente della maggioranza, evidentemente però non essendo nemmeno in grado di contare bene, di far cadere il numero legale. Gorizia non si merita questo».

Ziberna pensa nello specifico alla richiesta di “conteggio” avanzata dalla consigliera Ferrari (Movimento Regione futura), che pare aver sorpreso in parte persino i suoi stessi colleghi, se il capogruppo di Movimento Regione futura Riccardo Stasi spiega: «La verifica del numero legale è stata un’iniziativa di Serenella, che forse in quel momento ha ritenuto non ci fossero le condizioni per proseguire, ma non era volontà del nostro gruppo far cadere la seduta del Consiglio, non c’era alcuna strategia dietro la nostra posizione». Stasi e Ferrari poi peraltro si sono ripresentati in aula e hanno anche votato a favore della variazione di bilancio, assieme al resto della maggioranza. «Confermo però la mia e nostra indignazione per il comportamento dell’assessore Sartori, al di là del fatto che gli siamo vicini per l’incidente che gli è occorso – conclude Stasi –. Per me la vicenda non è chiusa, e se non arriveranno le sue scuse formali a mezzo stampa valuteremo la possibilità di chiederne le dimissioni».

In collegamento non era presente fin dall’inizio Rinaldo Roldo di Cambiamo con Toti. «In realtà non sono riuscito a collegarmi per problemi tecnici, visto che mi trovavo al lavoro, nella zona industriale della città, e il segnale non prendeva bene – spiega, pur manifestando a sua volta solidarietà a Sartori per il suo incidente –. Ma se anche fossi stato in linea, avrei a mia volta abbandonato i lavori per protesta, e non sarei più rientrato». Esattamente come hanno fatto, nell’opposizione, i consiglieri del Pd, pure loro vicini all’assessore con un pensiero alle sue condizioni di salute ma affatto inclini a far passare in silenzio le parole sfuggitegli a microfoni accesi una settimana fa. «Abbiamo abbandonato i lavori per solidarietà ai colleghi del centrodestra che sono stati oggetto di accuse e attacchi ingiuriosi per la loro ribellione ai diktat interni – spiega il consigliere David Peterin prima di chiudere il collegamento –. Già in passato abbiamo denunciato come durante le sedute consiliari si ripetessero episodi di inciviltà e offese che non possiamo tollerare in una sede istituzionale». —



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