M5S: «Abbandono e incuria nell’area di sgambamento»

I grillini ronchesi interrogano l’amministrazione per capire cosa non sta funzionando nella nuova area di via Cernic Lavori terminati l’anno scorso
Bonaventura Monfalcone-26.07.2018 Futuro campo di sgambamento cani-Via Cernic-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-26.07.2018 Futuro campo di sgambamento cani-Via Cernic-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

RONCHI DEI LEGIONARI. Un’interrogazione con la quale si chiede quando sarà definitivamente operativa l’area per lo sgambamento dei cani di via Angelo Cernic a Ronchi dei Legionari. È quella rivolta al sindaco, Livio Vecchiet, dal Movimento 5 Stelle, il quale sottolinea come i lavori, conclusisi lo scorso anno, non siano stati del tutto completati. «Prendiamo atto – spiegano i consiglieri grillini Lorena Casasola e Denis Deiuri – dello stato in cui versa l’area, oggi come oggi solo ipoteticamente dedicata allo sgambamento dei cani. Il sito, infatti, non presenta una panchina, un albero, un rubinetto dell’acqua, ma nemmeno un cestino per i rifiuti dove gettare i bisogni degli amici animali».

I pentastellati mettono anche in risalto che il portone d’ingresso non si chiude bene, ma si apre a spinta e, oltretutto, ci sono punti in cui la rete è sollevata dal suolo per un tratto, quindi un cane di piccole dimensioni riuscirebbe facilmente ad uscire. «È bene anche ricordare – continuano – che non è presente alcuna segnaletica né regolamento antistante l’area e per questi motivi vorremo conoscere quali siano le intenzioni d’uso di quest’area che al momento risulta soltanto recintata, mentre fino a poco tempo fa presentava l’erba molto alta». Si vuole sapere inoltre «quali siano i tempi per il completamento dell’opera, per far sì che venga utilizzata in maniera idonea e consona dai nostri concittadini».

Ronchi dei Legionari ha riconfermato di essere un luogo nel quale alle famiglie piace avere un cane ed è così che, il 2018, si è chiuso con una popolazione canina che è arrivata a quota 1.797, solo 3 in meno di quanti l’anagrafe gestita dal servizio comunale di Stato civile ne aveva registrati l’anno precedente. In testa alla classifica, come sempre avviene, i cosiddetti meticci, che sono 754. —

Lu. Pe.

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