Ma il vero vincitore è l’astensionismo
TRIESTE. Chi ha vinto per davvero è mister Nessuno. Che è altra cosa da mister X. Qui Nessuno non è la rappresentazione dell’ingegno dell’uomo sul mostro ma l’ammissione dell’indifferenza dell’uomo-elettore. Un avente diritto su due, infatti, è rimasto a casa. Del milione, 99mila e 334 di iscritti alle liste elettorali, hanno esercitato il proprio diritto-dovere in 554mila e 947.
Morale: Debora Serracchiani (e avesse vinto Tondo, che ha perso in cinque anni duecentomila preferenze, sarebbe stata la stessa cosa) sarà la presidente di tutti pur avendo raccolto la fiducia di poco più del 20% del corpo elettorale. E circa 140mila voti meno di Illy nel 2008.
La percentuale esatta è del 50,48%. Solo due mesi fa, per la Camera, in Friuli Venezia Giulia avevano votato 744mila e 208 maggiorenni, per un 77,2% finale. Quasi 190mila persone in più. Oramai, dunque, nemmeno la novità-Grillo convince a sufficienza il popolo dell’anti-politica. Poco poi è riuscita a fare, se vogliamo, la motivazione supplementare che avevano i friulani, chiamati a dire la loro sul sindaco di Udine e sul presidente della Provincia, da Lignano a Tarvisio. Nella circoscrizione di Udine, teatro dell’affluenza più dignitosa, col 53,46%, ha fatto da contrappeso in negativo proprio Trieste, dove la partecipazione è stata la più bassa in assoluto fermandosi al 45,84%. Qui i crescenti, ma difficilmente pesabili, sospetti verso un’ente Regione dominato numericamente dai friulani - e nel quale ben poco, molti triestini, hanno la sensazione di poter incidere - hanno aggravato presumibilmente il già diffuso senso di disaffezione e di sfiducia per la politica. Un senso culminato a livello regionale, proprio a ridosso del voto, nell’inchiesta sui rimborsi facili per le spese di rappresentanza dei consiglieri.
Anche da questo doppio fronte d’indagini, tra Corte dei conti e Procura della Repubblica, è arrivato il pollice verso. Il colpo di grazia al dato sull’affluenza. Nel 2008, nella tornata regionale precedente, aveva votato il 72,33% (790mila e 492 sul milione, 92mila e 901 di aventi diritto). E davanti all’obiezione secondo cui si trattava di un election day trainato dalle politiche, ci basta andare di una legislatura più indietro, al 2003. Quella era stata una chiamata alle urne “pura”. Solo regionali. Come questa.
Eppure allora - e qui il confronto non trova attenuanti - la partecipazione era stata ben più elevata, attestandosi al 64,24% (con 701mila e 536 persone al voto sul milione, 92mila e 125 di aventi diritto), in scia al 64,7% del 1998. Come dire, mai così in basso. A memoria di database on-line della Regione.(pi.ra.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








