«Ma in due anni raggiungeremo i livelli d’eccellenza come Veneto e Lombardia»

L’INTERVISTA
«Mi sembra che la Cgil sia angosciata di suo. Esistono degli standard che tutte le strutture devono avere, quindi non vedo quali spaventi ci possano essere». Replica così alle accuse della Cgil Claudio Berlingerio, titolare della residenza per anziani Ad Maiores, presidente della Rsa Mademar e presidente provinciale della Fisa, la Federazione imprese sanità e assistenza.
È un dato di fatto che solo due strutture ogni dieci in città rispettino le norme imposte nel 2017: una situazione preoccupante?
Trieste aveva strutture fatiscenti e legate al passato. Oggi c’è una scrematura che comporterà un’evoluzione di tutto il sistema, con la nascita di nuove strutture più adeguate.
Cosa succede quindi?
È in atto un processo di cambiamento importantissimo, che non può tuttavia vedere il pubblico affrontare la costruzione di mega case di riposo per far fronte alla situazione attuale.
Però se chiudono le strutture piccole, dove andranno gli anziani?
Esiste questa criticità, che prevede la chiusura dei centri più piccoli per dare vita a strutture più grandi. Ma si tratta di un cambiamento sostenibile che va governato, monitorato. Attenzione, però: non va immaginato un crollo della situazione, ci sono degli step, c’è una cronologia. Potrebbero arrivare anche dei grandi gruppi da fuori provincia.
Di che tempi parliamo?
Diciamo che possiamo parlare di risultati già nell’arco del 2020-2021: raggiungeremo obiettivi che ci porteranno a un contesto paragonabile a quello di eccellenza di Veneto e Lombardia.
Le norme regionali secondo lei sono adeguate?
Non sempre mi trovo concorde con le linee guida della Regione, va però detto che il fabbisogno relativo alla non autosufficienza che ogni anno viene individuato poi corrisponde alla necessità del territorio.—
An.Pi.
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