Ma le strutture sono vetuste secondo Legambiente
Il 2014 fu, indiscutibilmente, l’anno più brutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica gestita dalla Provincia. Basta indietro con i ricordi per rammentare che ottantanove aule vennero dichiarate inagibili perché i solai erano a rischio-crollo. Stessa sorte per 53 locali (laboratori, magazzini, quant’altro) e 120 porzioni (si trattò essenzialmente di corridoi). Non solo. Venne chiuso l’Istituto Cossar-Da Vinci. Una situazione sconfortante. Ma la Provincia (a Cesare quel che è di Cesare) non si fece prendere dal panico, si rimboccò le maniche e oggi può dire di aver colto un risultato importante: praticamente tutti gli studenti sono tornati a “casa”.
Il problema di fondo, secondo Legambiente nazionale, è che gli edifici scolastici continuano ad essere troppo vecchi. In tutto l’Isontino (in questo caso il dato è provinciale) ben il 74,4% degli edifici scolastici è stato costruito prima del 1974. I dati sulle certificazioni degli edifici presentano alti e bassi rispetto alla media nazionale: positivi quello di collaudo statico (73,1% contro il 50,4% nazionale) e degli impianti elettrici a norma (93,5% rispetto all'82,3 nazionale); negativi quello di agibilità (55,9% contro il 58 per cento), di prevenzione incendi (28,4% contro il 34,5 per cento nazionale), igienico-sanitario (63,4% contro il 71,9 del resto d'Italia). In tutti gli stabili, non solo della provincia ma dell'intera regione, sono stati effettuati i monitoraggi di amianto e radon. Solo il 2,9% delle scuole del Friuli Venezia Giulia sono situate in prossimità di emittenti radio televisive: ad ogni modo, tutti questi siti vengono costantemente monitorati da Comune e Arpa.
(fra.fa.)
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