«Ma non è sufficiente per vedere blindate le riduzioni in futuro»
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C’è soddisfazione fra i gestori degli impianti di rifornimento di benzina e gasolio della provincia di Trieste, per l’aumento delle vendite di carburante registrato dalla Regione, ma al contempo c’è anche tanta prudenza.
«Se per Trieste il dato è buono – sottolinea preoccupato un gestore cittadino – per Gorizia lo è meno. D’altronde, se qui per fare il pieno oltre confine si devono percorrere anche 20 chilometri, a Gorizia città, il distributore “straniero” lo si può trovare praticamente sotto casa». Questa differenza, temono in molti, potrebbe inficiare il dato finale relativo alla fascia 1 nel suo complesso. Con il risultato di far desistere le compagnie petrolifere dal tenere abbassato il prezzo anche nei mesi a venire. «Secondo me il dato più significativo è quello dell’aumento delle richieste delle tessere – spiega un altro –: là si ha il vero polso della situazione. E il fatto che la Camera di commercio abbia aumentato le proprie risorse in modo da velocizzare la sottoscrizione di nuove tessere, e la contemporanea riattivazione di quelle non utilizzate, non può che far ben sperare». Sul perché l’aumento sia stato più netto per il gasolio rispetto alla benzina i gestori hanno la loro idea, e riguarda un aspetto che in pochi avevano tenuto in considerazione all’inizio dell’operazione “super sconto”. Si tratta di tutti quei possessori di partita Iva che, per questo motivo, non possono sottoscrivere la tessera per il carburante agevolato. Persone che erano solite andare a rifornirsi in Slovenia e che nella maggior parte dei casi possiedono una vettura – o un furgone – a gasolio. «Ora le cose per loro sono cambiate – sottolinea un altro gestore – con il prezzo del diesel alla pompa abbassato fino a 1,25 euro al litro. Ecco che scaricando l’Iva attraverso la fattura elettronica possono arrivare anch’essi a un prezzo attorno all’euro al litro».
Quali devono essere, però, i numeri di vendita per giustificare il prosieguo delle scontistiche in abbinata Regione–compagnie petrolifere? «Obiettivamente il trend di questa prima settimana è buono ma non è sufficiente – rispondono in coro i gestori – perché per fare in modo che le compagnie petrolifere mantengano il prezzo calmierato (in linea cioè con quello operato nel vicino Veneto, ndr), serve che le vendite di carburante aumentino del 50%». Ciò significa che, almeno a Trieste, siamo a metà strada: spianata per quanto riguarda il gasolio, mentre per la benzina c’è ancora da attendere il trend delle prossime settimane. —
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