«Macché problema, Renzo è il nostro leader»

Gottardo e Dressi smentiscono la resa dei conti e si preparano ad affiancare il Carroccio in sede giudiziaria
Lasorte Trieste 31/01/13 - Piazza della Borsa, Gazebo Lega Nord, Massimiliano Fedriga
Lasorte Trieste 31/01/13 - Piazza della Borsa, Gazebo Lega Nord, Massimiliano Fedriga

TRIESTE. Lo chiamavano “valore aggiunto”, quando - e pazienza se in quel 2008 l’Italia fosse attraversata da un’ondata berlusconiana di proporzioni gigantesche, tale da “drogare” ogni competizione politica - riuscì a sconfiggere nettamente Riccardo Illy, uno che non aveva mai perso una tornata elettorale.

Oggi, per carità, i suoi non lo chiamano mica “zavorra”. Ma neanche più “valore aggiunto”. Quello è diventata Debora Serracchiani, invece. In casa Pdl c’è la sensazione che si stia avvicinando il tempo della resa dei conti tra lo zoccolo dirigenziale e Renzo Tondo. Sul tavolo dovrebbe finire quel 6% di differenza, come somma di voti di lista, in favore della coalizione di centrodestra su quella di centrosinistra (45,21% a 38,98%). Un 6% mangiato dalla Serracchiani.

Nelle dichiarazioni di Isidoro Gottardo e Sergio Dressi, numero uno e due del partito regionale, però, non esiste alcun caso-Tondo. L’ex governatore, anzi, per loro resta una risorsa, al punto che Dressi, in particolare, lo vorrebbe «capogruppo del Pdl nel nuovo Consiglio regionale».

Entrambi si mostrano di fatto più appassionati, benché ancora prudenti a evitare figuracce, alla possibilità di rompere gli indugi e di presentare anche come Pdl un ricorso al Tar per il riconteggio delle schede, in scia alla decisione della Lega, già annunciata con una certa sicurezza da Massimiliano Fedriga.

«Un ricorso? Non lo prevedo e non lo escludo», scandisce i pensieri Gottardo. Che puntualizza: «Stiamo esaminando il da farsi. Mi pronuncerò solo dopo che avrò piena consapevolezza della portata delle motivazioni che accompagnano le schede nulle».

«Stiamo verificando - è l’eco di Dressi in serata - con i nostri rappresenanti di lista. C’è il controllo dei verbali delle sezioni. Lo prevede la legge. Se dovesse emergere qualcosa di anomalo ci muoveremo ma al momento non ne ho notizia».

Quanto a Tondo, Gottardo mette le mani avanti: «Macché voto disgiunto. Qui nessuno ha capito i meccanismi delle elezioni. È vero, la coalizione di centrodestra ha preso il 6% in più e Tondo partiva da un 6% in più. La differenza però non l’ha fatta il voto disgiunto bensì il numero di voti secchi, by-passando i partiti, ricevuti dai candidati alla presidenza. Tondo ne ha presi 25mila, la Serracchiani 55mila».

«Noi auspichiamo - chiude Dressi - che si possa formare un gruppo unico in Consiglio regionale con la civica di Tondo, che era sostanzialmente non un partito bensì un contenitore elettorale. Vi fanno parte, e sono stati eletti, dirigenti del Pdl, a cominciare da Dipiazza. Una volta fatto questo grande gruppo consiliare, è naturale che sia proprio Renzo Tondo il leader». (pi.ra.)

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