Maestre senza laurea a Gradisca in 5 a rischio

GRADISCA. Si palesa anche a Gradisca l’incubo dei precari della scuola che rischiano il cosiddetto “depennamento”. La questione, che si sta arroventando a livello nazionale, è quella dei diplomati magistrali, i cui interessi professionali si intrecciano con quelli dei laureati in Scienze della formazione primaria. Maestre diplomate della Scuola dell’Infanzia e primaria che sono escluse dalle graduatorie a esaurimento (le cosiddette Gae) e dunque a rischio licenziamento (per quelle già assunte in ruolo) in applicazione di una sentenza del Consiglio di Stato. In queste ore sulla vicenda si è mosso anche il consiglio comunale della Fortezza, attraverso l’approvazione – già avvenuta – di un ordine del giorno proposto dal Partito democratico e sottoscritto dai consiglieri.
Anche Gradisca, infatti, subisce le ricadute della discussa sentenza: nello specifico, a rischiare il posto sono 5 insegnanti tra scuola primaria e d’infanzia, il che coinvolge oltre 100 famiglie del servizio educativo nelle due scuole del comprensivo “Francesco Ulderico della Torre”, con un chiaro rischio per la continuità didattica educativa per tutte le studentesse e gli studenti fruitori del servizio
L’ordine del giorno approvato l’altra sera a palazzo Torriani impegna sindaco e giunta ad adoperarsi, per quanto in loro potere, e in concertazione con l’ufficio scolastico regionale e l’assessore regionale all’Istruzione, “affinché la tematica venga posta in priorità nell’agenda del futuro governo e del ministero competente”. Il documento prospetta alcune opzioni: “o chi è stato assunto in ruolo con riserva con anno di prova superato mantenga il proprio posto di lavoro e venga sciolta la riserva; o chi è stato assunto in ruolo ed è in anno di prova, mantenga il proprio posto di lavoro e venga sciolta la riserva ad anno di prova concluso; o i docenti in Gae con riserva, mantengano la loro posizione in Gae e sciolgano la riserva; o i docenti con 180 giorni di servizio, anche non continuativi, svolti per 3 anni vengano stabilizzati (come da normativa europea); o – infine – per i docenti inseriti nella seconda fascia d’Istituto si valutino soluzioni appropriate e consone».
Il documento esprime la netta contrarietà del consiglio comunale “al più grande licenziamento di massa della Pubblica Amministrazione, che destabilizzerebbe la vita dei docenti, sia lavorativa che personale, ma soprattutto per fare in modo che questa situazione d’incertezza non si ripercuota sulla continuità didattica per gli alunni”. Il Miur – Ministero dell’istruzione – starebbe valutando l’adozione di un Decreto legge come provvedimento necessario a garantire le regolari operazioni di avvio dell’anno scolastico 2018/19. Questo è uno dei punti chiave del provvedimento. Se da una parte c’è l’esigenza di garantire la continuità didattica, di permettere uno sbocco professionale ai docenti che negli anni hanno garantito il funzionamento delle scuole, prima con le supplenze da III fascia, poi con il riconoscimento del titolo come abilitazione da II fascia e infine tramite le Gae, dall’altra c’è il dettato costituzionale secondo il quale si accede all’incarico a tempo indeterminato tramite prova concorsuale.
Nelle scorse settimane era stata avanzata l’ipotesi della formulazione di una graduatoria – sanatoria in cui inserire diplomati magistrali e laureati in Scienze della formazione primaria, ma il Ministero aveva in qualche modo smentito affermando che si trattava di “ipotesi premature” .
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