Maggioranza blindata pure con l’aula “dimagrita”
TRIESTE. Altro che due mesi senza governo, come accade a Roma. Quella del centrosinistra in Friuli Venezia Giulia è una maggioranza blindata. Come fu per Riccardo Illy e, ugualmente, per Renzo Tondo. È il merito della legge elettorale regionale che, con il premio di maggioranza, assicura ai vincitori un numero di seggi sufficiente per non arenarsi. Sempre che, naturalmente, si vada d’amore e d’accordo così come accade in campagna elettorale. Nulla è mutato con il dimagrimento dell’aula. L’iter consiliare prima e parlamentare poi che ha condotto al taglio di 10 consiglieri rispetto alla precedente legislatura (un eletto ogni 25mila abitanti e non più uno ogni 20mila) contiene i numeri ma non attenua la differenza dei pesi tra chi governa e chi si oppone.
Avendo vinto con un numero di voti inferiore al 45%, Serracchiani fa scattare il premio di maggioranza al 55% (altrimenti sarebbe stato al 60%) e intasca dunque un totale di 27 seggi sulla nuova geografia di un Consiglio a 49 caselle (comprese la sua e quella di Renzo Tondo, il primo dei candidati alla presidenza sconfitti, mentre Saverio Galluccio e Franco Bandelli restano esclusi dall’aula). Se Pd (20 eletti con il governatore), Sel (3), Cittadini per Serracchiani (3) e Slovenska Skupnost (1) rimarranno compatti, l’opposizione si ritroverà comunque sempre sotto anche si raggiungesse in qualche occasione una al momento incredibile intesa tra la coalizione di centrodestra (16 posti sommando i 9 del Pdl, Tondo compreso, i 4 di Autonomia responsabile, i 3 della Lega Nord e l’unico dell’Udc) e il Movimento 5 stelle ( 5). Certo, qualcosa potrebbe cambiare nel caso in cui Serracchiani scegliesse un buon numero di assessori pescandoli dal Consiglio regionale. Gli impegni di giunta potrebbero svuotare i banchi della maggioranza ma è al contrario più probabile che la neopresidente risolverà questo ipotetico problema chiamando qualche “esterno” a far parte dell’esecutivo. (m.b.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








