Maltrattamenti all’asilo, in due a processo

Bambini chiusi da solo al buio nelle stanze. Imputati la coordinatrice e il presidente di una cooperativa che gestiva la struttura (oggi chiusa) di viale Virgilio a Gorizia
Di Franco Femia
Bumbaca Gorizia Asilo nido e consultorio
Bumbaca Gorizia Asilo nido e consultorio

Ai bambini che non volevano mangiare veniva aperta con forza la bocca per costringerli a ingoiare il cibo. Chi non voleva riposare dopo il pranzo, veniva chiuso in stanze buie e lasciato piangere anche per un’ora. Accadeva all’asilo nido “Progetto bambino” di viale Virgilio gestito dalla Cooperativa sociale servizi educativi isontini. Ora la coordinatrice Maria Caterina Stecchina, 49 anni, è chiamata a rispondere di maltrattamenti o meglio di abusi dei mezzi di correzione e disciplina nei confronti di otto bambini di età compresa tra i 12 e i 30 mesi che frequentavano il nido.

Con lei è imputato anche Maurizio Figar, 53 anni, presidente della cooperativa. Proprio in virtù di questo incarico aveva, secondo il capo di accusa, l’obbligo giuridico di intervenire per porre fine ai comportamenti della Stecchina.

Si sono costituiti parte civile i genitori dei bambini, residenti per la maggior parte in città ma alcuni anche in centri della provincia come Savogna, Gradisca e Mariano. Parte offesa in questo procedimento è anche il Comune di Gorizia, proprietario dell’immobile. Il processo è fissato per il prossimo 7 maggio dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Gorizia. Il difensore della Stecchina, l’avvocato Alberto Tofful, è di poche parole: andiamo a processo perché il dibattimento farà emergere il comportamento corretto tenuto dalla mia assistita in questa vicenda.

Una vicenda che risale a sei anni fa, ma sulla quale in tutto questo periodo è stato messo il silenziatore dalle vari parti interessate e nulla si sarebbe saputo se non fosse sfociato in un processo penale.

L’anno scolastico incriminato è quello del 2006-2007 e i fatti più gravi si sarebbero verificati verso la fine dell’anno scolastico quando alcune insegnanti, che stigmatizzavano il comportamento della coordinatrice, non avevano segnalato ad alcuni genitori cosa stava accadendo nell’asilo. Alcune insegnanti avevano tentato di intervenire, ma - come si legge nel capo di imputazione - era stato impedito loro minacciandole di di licenziamento e interdicendo loro l’accesso alle stanze dove erano stati rinchiusi i piccoli. A una bambina di un anno per punizione gli era stato tolto il giocattolo più caro e il ciuccio, a un altro di 20 mesi lasciato solo in una stanza buia dopo che si era svegliato, avendo già dormito un’ora e mezza, al fine di costringerlo a dormire ancora.

I genitori erano intervenuti nei confronti della direzione dell’asilo lamentandosi di quanto accadeva e di quanto raccontavano loro anche i bambini. Il presidente della cooperativa Figar, che secondo la Procura ha tenuto un comportamento omissivo nei confronti della Stecchina (era anche vice presidente del Consiglio di amministrazione della stessa cooperativa), aveva sospeso dal servizio la Stecchina solamente il 6 giugno del 2007 e fino alla chiusura dell’anno scolastico, avvenuto il 30 luglio. Ma già all’inizio dell’anno scolastico successivo veniva di nuovo reinvestita della qualifica di coordinatrice del nido.

Nel frattempo, su denuncia di qualche genitore, si era mossa anche la Procura della repubblica che già nel corso dell’indagine aveva anche disposto la chiusura dell’asilo nido. Nido la cui gestione poi era passato direttamente al Comune.

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