Maran chiede la svolta L’appello dem con Moretti: «Alleanza trasversale»
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Il giorno dopo il ko della maggioranza sull’assestamento di bilancio, l’opposizione morde il freno, guarda oltre, vuol mettere la freccia. Subito o tra qualche mese, in primavera, alle elezioni. Dal Pd è arrivata – per bocca del capogruppo in aula Marco Rossi – la richiesta di dimissioni a Ziberna, con la conseguente consegna della città a un traghettatore di qui alle urne, ma dietro le quinte i dem continuano soprattutto a lavorare a quella larga, larghissima coalizione che di fatto nei numeri, in Consiglio comunale, ci sarebbe già (tutti compatti contro Ziberna), ma che invece fuori non ha ancora rotto gli indugi e trovato una comunanza d’intenti e di idee.
Soprattutto per ciò che riguarda il nodo del candidato. Che, il nome circola da tempo, potrebbe essere Alessandro Maran, oggi alle prese con giorni di attesa. Duplice attesa. Da un lato, della fine della quarantena alla quale è stato costretto da una decina di giorni per aver contratto il Covid («Ma sto bene, ho solo un po’ di raffreddore a testimonianza del fatto che il vaccino serve e sta facendo il suo dovere, ora attendo solo il tampone di uscita»), dall’altro dell’eventuale chiamata per scendere in campo.
«Io quello che dovevo dire l’ho detto, ora spetta agli altri parlare, non a me – dice Maran –. Ho dato la mia disponibilità a candidarmi, a fronte di una coalizione abbastanza ampia e forte per sostenere la sfida che attende Gorizia, e la confermo. Ma deve essere responsabilità delle forze politiche agire e reagire, e l’appello va anche al centrodestra, perché non si può più accettare una situazione come quella che sta vivendo la città».
Non è un mistero che una parte del centrosinistra veda proprio in Maran la figura giusta per il ruolo di candidato, e pur non sbottonandosi su di lui il segretario dem goriziano Franco Perazza spiega che «se il compito da affrontare per Gorizia è complesso, ci vuole qualcuno che abbia la capacità di attivare diversi livello istituzionali», aggiungendo che serve anche una coalizione «innovativa, straordinaria, eccezionale», e un «patto per la città», utile ricompattare la cittadinanza e creare un clima più sereno nel capoluogo.
Della necessità di «una candidatura autorevole» parla anche il segretario provinciale Diego Moretti, «a costo di alleanze più larghe possibili, e pure trasversali». «Serve stringere i tempi, e trovare un’alternativa di alto profilo per la città – conclude Moretti –. Al massimo entro metà gennaio il nodo del candidato andrà sciolto». Un messaggio indiretto alla nuova coalizione civica appena formatasi a cavallo tra centro e centrosinistra
Intanto, come detto, il Pd chiede al sindaco Ziberna di farsi da parte fin da subito. «Restare attaccato alla poltrona è un accanimento dannoso per la città, motivato soltanto dalla volontà di avvantaggiarsi di un uso pre-elettorale della posizione di sindaco», dice Marco Rossi, sottolineando anche che «non è certo l’opposizione a dover votare le proposte della maggioranza, presentate a scatola chiusa e senza confronto». —
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