Marano, timori dei pescatori per i dragaggi del Coron

MARANO LAGUNARE. «Non contestiamo l’emergenza del canale Coron, ma con forza rimarchiamo che esiste anche l’emergenza-Marano, che riguarda il canale di accesso al porto e i canali lagunari: se ad...

MARANO LAGUNARE. «Non contestiamo l’emergenza del canale Coron, ma con forza rimarchiamo che esiste anche l’emergenza-Marano, che riguarda il canale di accesso al porto e i canali lagunari: se ad Aprilia si utilizza il canale di accesso alle marine per le uscite dei diportisti quattro mesi all’anno, a Marano i pescatori sono costretti a uscire tutto l’anno per mantenere le famiglie». Fabrizio Regeni, presidente della Coop San Vito, che con i suoi circa 300 soci è la più grande flotta peschereccia della regione, scende in campo a difesa del comparto che rappresenta l’economia su cui si regge Marano.

«Non siamo mai stati contrari ai dragaggi del Coron - prosegue Regeni - abbiamo eccepito solo sul sito in cui vengono depositati i materiali dragati. Vorrei ricordare che nelle aree di intervento ci sono le coltivazioni dei molluschi, per le quali alcune persone hanno investito dai 15 ai 20 mila euro l'anno per tre anni, con una spesa complessiva di 10 milioni di euro, in parte sostenuta dall’Ue, coltivazioni che ora potrebbero avere qualche problema. Ciò si sarebbe potuto evitare scegliendo uno dei siti alternativi proposti».

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