Maxi bandiera della pace: oltre 500 persone al porticciolo di Monfalcone

La manifestazione promossa dall’Ami con il Festival itinerante di Giaviera e il placet della Chiesa. Protagonista la comunità bengalese con i cori di Monfalcone, Veneto, Senegal, Nigeria e Romania: «Siamo tutti uguali»

Ciro Vitiello

Erano più di 500 le persone che hanno gremito i gradoni del porticciolo Nazario Sauro, il Punto più a Nord del Mediterraneo, per partecipare alla Marcia della Pace organizzata dall’Associazione Monfalcone Interetnica, in collaborazione con il Festival itinerante di Giavera del Montello in provincia di Treviso.

«La Pace», ha affermato nell’occasione il presidente del sodalizio Arturo Bertoli, «oggi è di casa a Monfalcone. Si può vivere bene insieme anche se di culture diverse e lo si può fare in allegria e utilizzando anche la musica e il ballo».

Uniti per la pace: in 500 alla manifestazione al Porticciolo di Monfalcone

Presenti al porticciolo il vicario del vescovo, monsignor Paolo Luigi Zuttion, che ha commentato positivamente l’iniziativa: «Ci è stata proposta questa marcia dalla Caritas di Treviso», ha detto, «e ci è stato espresso il desiderio di portarla proprio a Monfalcone dove ci sono diverse persone che vengono da fuori e si trovano a doversi confrontare con una realtà locale differente. Il messaggio è sempre quello, cioè di cercare di camminare assieme perché ci si augura una pace tra queste diverse persone che vivono in uno stesso territorio».

Ali Poesall, vicepresidente della comunità bengalese Batus Salat, ha sostenuto a propria volta «la volontà di ribadire che tutti sono uguali nonostante il differente colore della pelle, del modo di vestirsi. L’importante è rispettare le regole dello Stato, e che ci sia un’integrazione tra le persone che ancora manca».

Il momento clou

Il momento più emozionante del pomeriggio è arrivato quando è stata srotolata la maxi bandiera della Pace di 400 metri quadrati (20 metri per 20) costruita con i vessilli di tutto il mondo.

È stata portata dai volontari lungo il canale Valentinis anticipata dalla musica ritmica della Banda Berimbau di Trieste. Prima di aprire la grande bandiera si sono esibiti diversi cori: di Monfalcone, del Veneto «anche se scuro di pelle», del Senegal, della Nigeria e della Romania.

Hanno aderito alla manifestazione diverse associazioni: Benkadì, le Caritas di Treviso, Udine e Gorizia, Tracciare futuri, Misticanza, le associazioni bengalesi, Time for Africa, Associazione dei senegalesi Isontino Giuliano, Sama Aada La mia cultura, Monfalcone Balfolk, coro Donna canta Donna, Ensemble Romjan, Anpi Gorizia e Monfalcone, Nofear Cricket club, Monfalcone Tigers, AdriaticGreenNet, Centro di accoglienza Balducci di Zugliano e Jabotou Trieste. Per il Comune era presente solo la consigliera d’opposizione Cristiana Morsolin.

L’ultimo atto

Dopo la festa al porticciolo le persone hanno attraversato la città, ma sul marciapiede per non causare disagi al traffico, a cominciare dalla scalinata Norma Cossetto in direzione via Sant’Ambrogio, quindi verso piazza Cavour e infine all’oratorio San Michele, per un momento di convivialità, sempre accompagnato dalle note musicali. La parte conclusiva della manifestazione di canti e balli si è tenuta per l’appunto all’oratorio San Michele, dove è proseguita con un particolare momento di convivialità dedicato ai sapori dal mondo, con cibi preparati dalle ragazze bengalesi.

 

Riproduzione riservata © Il Piccolo