Marciapiedi sulla 56, beffa a Cormons

Era un intervento atteso da dieci anni dai cittadini del centro collinare. L’iter si era finalmente sbloccato. Oggi a mettersi di traverso è il Patto di stabilità. L’amarezza dell’assessore Paolo Nardin
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 20.02.2012 Cormons marciapiedi mancanti SS 56 - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 20.02.2012 Cormons marciapiedi mancanti SS 56 - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

CORMONS. Tutto fermo. Perché c’è il Patto di stabilità. Paolo Nardin, assessore comunale ai Lavori pubblici di Cormòns, ha un diavolo per capello. In via Isonzo dovrebbero già essere iniziati i lavori di costruzione dei nuovi marciapiedi ma l’intervento non può prendere il via. «I lavori sono già appaltati e la ditta sarebbe pronta ad aprire il cantiere. Ci chiede garanzie sui pagamenti ma non possiamo darle. Siamo in una situazione kafkiana», lamenta Nardin. Che aggiunge: «Sono più di trenta i cantieri le cui ditte, a causa dei blocchi imposti dal Patto di stabilità, non possono ricevere dal Comune le loro spettanze. Se da un lato il Patto ci vieta di utilizzare per i pagamenti i fondi che abbiamo già in cassa, dall’altro la legge dice che un ente pubblico ha l’obbligo di onorare i propri impegni entro 60 giorni. È un cane che si morde la coda. E intanto noi rimaniamo fermi».

Una storica

determinazione

E dire che quella era stata una determinazione “storica”. Era la numero 1.090 del 28 dicembre 2012. Perché era così importante? Perché affidava i lavori della viabilità al servizio della zona industriale di Cormòns. Insomma, era arrivato al suo ultimo atto un progetto il cui preliminare risaliva al... 26 febbraio 2002. L’intervento riguardava e riguarda la costruzione di un tratto di marciapiedi lungo la trafficatissima strada regionale 56 fra le vie Bancaria e Ara Pacis e la realizzazione della pavimentazione della strada di collegamento fra le vie Cellini con via Vino della Pace. «L’opera in questione - si legge in quella determina del Comune di Cormòns - è finanziata con un avanzo di amministrazione ed è regolarmente iscritta nel programma triennale delle opere pubbliche 2002-2004. Visto che il valore dell’appalto risulta inferiore a 500mila euro per l’affidamento dei lavori è stata applicata la procedura negoziata». Immediate e all’insegna della soddisfazione le reazioni formulate allora da Nardin. «Ci siamo risvegliati da un incubo. La vicenda, finalmente, si è sbloccata e ci è costata molto in termini di tempo, impegno, salute. Ho vissuto sulla mia pelle il peso della burocrazia e della farraginosità di certi meccanismi relativi alle opere pubbliche», sottolineò Nardin. Ricordiamo che a disposizione c’erano 671.233,33 euro: soldi che, chiaramente, avevano un peso nel 2004 e hanno oggi tutt’altro peso. Pertanto, il dilatarsi tremendo dei tempi comportò chiaramente una razionalizzazione per non sforare il budget.

La doccia fredda

odierna

Sembrava tutto fatto. Pareva proprio che non ci fossero più ostacoli a un intervento atteso per troppo tempo. Ma oggi di mezzo ci si è messo il Patto di stabilità. L’assessore Nardin è davvero molto mareggiato e non lo nasconde.

Ricordiamo che la giunta Patat, non più tardoi di qualche mese fa, tirò un sospiro di sollievo anche perché la realizzazione di quel tratto di marciapiedi era stato sempre sollecitato con forza dai cittadini, consci dei pericoli insiti alla strada regionale 56. Quasi settimanalmente, la gente del luogo andava in municipio per informarsi a che punto dell’iter si era arrivati. Non è un mistero che quella arteria è fortemente trafficata e, conseguentemente, pericolosa. Ma di fronte ai rigidi dettami del Patto di stabilità, tutto è tornato ad essere a rischio, in bilico.

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