Masè, critiche a Bts dalla Cgil Turazza frena

Dopo l’intesa con la Bts Spa per per l’affitto della Masè, monta la protesta della Cgil. Il sindacato lamenta in una nota a firma di Elio Gurtner e Antonella Bressi, rispettivamente delle segreterie...

Dopo l’intesa con la Bts Spa per per l’affitto della Masè, monta la protesta della Cgil. Il sindacato lamenta in una nota a firma di Elio Gurtner e Antonella Bressi, rispettivamente delle segreterie Flai e Filcams, «il comportamento difforme dagli accordi sottoscritti». Continua il documento: «A oggi sono stati collocati in Cassa integrazione guadagni straordinaria lavoratori professionalizzati e competenti e risulta che sia stata assunta una lavoratrice già pensionata e con eccessivo utilizzo di lavoro straordinario». Poi l’affondo: «A oggi non sono pervenute risposte sulle proposte fatte da tutte le organizzazioni sindacali e quelle sui lavoratori esclusi non comprendono criteri di inclusione e di esclusione se non ipotizzando questioni non inerenti la professionalità». Secca la replica del curatore fallimentare Giovanni Turazza: «La questione riguarda i criteri utilizzati dalla Bts Spa nella scelta dei 65 rapporti di lavoro dipendente con i quali la stessa è subentrata. A quanto mi risulta, la Cgil contesta la scelta fatta da Bts, in quanto il sindacato ritiene che secondo criteri oggettivi avrebbe dovuto scegliere alcuni lavoratori esclusi anzichè altri, altri che invece sono stati inseriti nella lista dei 65 che attualmente lavorano. Peraltro, gran parte dei 10 lavoratori che Bts non ha scelto, era gia stata collocata parzialmente o completamente in Cassa integrazione, dalla Masè, prima del fallimento».

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