Il bilancio del procuratore De Bortoli a Gorizia: «In un anno 70 procedimenti per amianto»
Il problema maggiore riguarda il personale amministrativo. Aumentano le violenze contro le donne, il flop della modalità digitale: l’intervista completa

La Procura di Gorizia continua a scontare il gap dovuto all’organico dei magistrati rispetto alla mole dei procedimenti pendenti e nuovi, con conseguente pressione dei carichi di lavoro. Il “vulnus” però è rappresentato dalla cronica mancanza di personale amministrativo, perdurando una scopertura d’organico del 50%.
Ad aggravare la situazione è stata l’introduzione massiccia del processo telematico che obbliga, magistrati e personale amministrativo, a emettere provvedimenti, firmali e trasmetterli o depositarli solo per via telematica, con un applicativo ministeriale (il fantomatico App) che affligge anche la disastrata Procura isontina, con pesanti malfunzionamenti e originari difetti di progettazione, allungando significativamente i tempi di trattazione e definizione delle pratiche, rispetto alla precedente modalità analitica (cartacea).
I dati accennati dal procuratore Massimo De Bortoli si riferiscono al periodo 1 luglio 2024-30 giugno 2025, estrapolati dalle rilevazioni statistiche effettuate per relazionare in riferimento alla prossima inaugurazione dell’Anno Giudiziario.
È ancora presente l’incidenza dei procedimenti legati all’ex esposizione dei lavoratori all’amianto?
«Continuano ad affluire in numero significativo notizie di reato riguardanti omicidi colposi e lesioni colpose connessi all’esposizione professionale all’amianto, in particolare degli ex lavoratori dei Cantieri navali di Monfalcone. Infatti, pur essendo risalenti nel tempo tali esposizioni, a causa della lunghissima latenza delle relative patologie, si verificano ancora decessi e malattie professionali amianto-correlate, tant’è che da luglio 2024 a giugno 2025 sono stati iscritti 70 nuovi procedimenti per omicidio colposo e lesioni colpose, di cui 67 contro Ignoti e 3 contro Noti. A giudizio pendono, alcuni da qualche anno, 5 processi riguardanti 127 decessi e una lesione».
Altro tema sociale di peso riguarda i reati in materia di “Codice Rosso”...
Sicuramente è significativa anche per il nostro circondario l’incidenza dei reati di lesioni, maltrattamenti, atti persecutori, abusi sessuali, violenze psicologiche e/o minacce a danno dei soggetti vulnerabili, generalmente donne e minori. Tra luglio 2024 e giugno 2025 sono stati iscritti 289 fascicoli solo in ordine a maltrattamenti, atti persecutori e violenza sessuale, che salgono a 430 se si tiene conto di tutti i procedimenti ai danni di soggetti deboli, che comprendono anche i cosiddetti reati sentinella/sintomatici. Fortunatamente non si sono registrati fatti di sangue di particolare gravità, grazie anche alla tempestiva azione investigativa e di contrasto eseguita dalle forze dell’ordine, in piena sinergia con i magistrati specializzati dell’Ufficio. Lo sforzo dell’Ufficio è stato particolare anche solo considerando che, tra l’altro, ad occuparsi della materia, da giugno 2024 e fino alla fine del 2025, sono solo due magistrati anziché i tre previsti dal Progetto Organizzativo, per la scopertura del quinto Sostituto da giugno 2024».
Qual è il quadro in merito ai reati legati all’immigrazione clandestina?
I procedimenti pendenti, nel periodo considerato, sono 22, ai quali si sono aggiunti altri 26. Di questi 48 complessivi, 36 sono stati definiti, con un residuo quindi di 12».
Parlando di attività complessiva, quanti procedimenti sono in carico?
«Nel periodo di riferimento, i procedimenti iscritti a carico di persone “note” sono passati da una pendenza iniziale di 1.630 ad una finale di 1.542, a fronte di 2.760 nuovi procedimenti, sostanzialmente analoga a quella dell’anno precedente (2.800). Ne consegue che l’Ufficio ha definito 2.848 procedimenti contro Noti (esclusi quelli di competenza del Giudice di Pace). I procedimenti contro ignoti sono passati da una pendenza iniziale di 783 ad una finale di 1.079, sommando 2.340 nuovi procedimenti, inequivocabilmente superiori allo scorso anno (2.106)».
Qual è la sua analisi?
«Nonostante le problematiche indicate, si evidenzia un ulteriore abbattimento delle pendenze finali quanto agli imputati noti, e un leggero aumento delle pendenze dei procedimenti contro ignoti. Una criticità riconducibile sia alle carenze di organico che hanno continuato ad affliggere l’Ufficio, sia dall’obbligo di procedere in modalità telematica, con uno strumento fornito dal Ministero che anziché agevolare e velocizzare il lavoro, si è rivelato una vera e propria “palla al piede”. Tornando alle carenze di organico, rispetto a una pianta organica del personale di magistratura costituita dal Procuratore e 5 sostituti, abbiamo operato senza un sostituto già da giugno 2024 (con il trasferimento a Trieste della dottoressa Ilaria Iozzi, ndr) e quindi, dall’aprile 2025, con un altro sostituto in meno, vista l’assenza per maternità di un’altra collega. L’Ufficio è così stato afflitto, dallo scorso aprile alla fine del 2025, da una scopertura effettiva di sostituti del 40%».
E sul fronte del personale amministrativo?
«Su un organico astratto di 28 unità, l’Ufficio sta operando ancora con sole 14 unità assegnate in pianta stabile, per una scopertura complessiva del 50%, ma in realtà maggiore poiché 4 amministrativi godono dei benefici della legge 104 e 2 sono part-time. È una situazione assolutamente insostenibile, soprattutto per un Ufficio di piccole dimensioni che peraltro fino all’anno scorso e per anni ha sofferto di una scopertura ancora più alta, oscillante attorno al 60%. È una criticità che non permette alle segreterie di assistenza ai magistrati di far fronte in tempi più rapidi, alla cospicua mole degli adempimenti relativi a tutti i fascicoli comunque trattati e definiti dai pubblici ministeri. Possiamo però contare sul distaccamento di un dipendente della Regione; inoltre, fortunatamente e in accoglimento di mie reiterate e motivate richieste, la Direzione del personale del Ministero della Giustizia ha assegnato in via provvisoria e temporanea un direttore amministrativo, un funzionario e un operatore giudiziario da altri Uffici nazionali».
Qual è la durata media di definizione dei fascicoli?
«Per l’esercizio dell’azione penale la media è di 310 giorni, sui 397 dell’anno precedente. Per le richieste di archiviazione si è passati da 166 a 155 giorni, e per altre richieste definitorie siamo sui 70 giorni».
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