Mattarella e Pahor in autunno a Gorizia: «E avanti con l’iter per il Narodni dom»

Il Presidente ha ricevuto al Quirinale il Capo di Stato sloveno. I leader insieme per lanciare il progetto di Capitale europea della cultura
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Borut Pahor, presidente della Repubblica di Slovenia, Roma, 14 aprile 2021.Ansa/Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Borut Pahor, presidente della Repubblica di Slovenia, Roma, 14 aprile 2021.Ansa/Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

l’incontro

Paola Bolis / trieste

Il progetto di visitare insieme in autunno Gorizia e Nova Gorica, protagoniste di un progetto europeo di valore simbolico. La richiesta di veder completato «preferibilmente entro luglio» l’iter di restituzione del Narodni Dom di Trieste alla minoranza slovena. Il tema del taglio dei parlamentari, che Lubiana teme vedere tradotto nel venir meno della rappresentanza della minoranza stessa.

Sono questi, a quanto elencato in una nota della presidenza della Repubblica slovena, i tre punti nodali dell’incontro che ieri ha visto Sergio Mattarella accogliere al Quirinale il suo omologo di Lubiana «presidente e amico» Borut Pahor. I due Capi di Stato si sono incontrati l’ultima volta a Trieste lo scorso 13 luglio «per la restituzione del Narodni dom», occasione - così Mattarella - «in cui abbiamo segnato per il futuro una ulteriore strada di amicizia» su cui «intendiamo muoverci per sviluppare costantemente la collaborazione tra i nostri paesi». Parole riferite al giorno che ha visto i due presidenti presenziare alla firma del protocollo per la restituzione dell’edificio bruciato da nazionalisti e squadristi un secolo fa, e rendere omaggio - tenendosi per mano - alla Foiba e al Monumento dei fucilati sloveni di Basovizza. È stato Mattarella a citare Gorizia-Nova Gorica Capitale europea della cultura 2025, esempio di «percorso di integrazione europea» che «trova conferma nel rapporto bilaterale» fra i due Paesi: progetto che andrebbe visto come «modello di convivenza e cooperazione» in Europa, ha detto Pahor.

E se Mattarella - come il suo omologo - si è soffermato sull’evento del 2025 («messaggio di vicinanza e futuro comune che stiamo mandando all’intero continente europeo»), è appunto la presidenza slovena a fornire ulteriori informazioni sul colloquio fra i leader di Paesi «vicini e amici». Detto della visita che i presidenti - pandemia permettendo - si propongono per l’autunno, Lubiana fa sapere che i due Capi di Stato auspicano che l’iter di restituzione del Narodni dom sia completato presto, magari entro un anno dalla visita a Trieste. E c’è poi il tema del taglio dei parlamentari che mette a rischio la rappresentanza politica della comunità nazionale slovena in Parlamento: tema che Mattarella - secondo Pahor - ha dato «disponibilità» a seguire da vicino per evitare l’elisione della rappresentanza stessa.

Il primo commento all’incontro arriva dalla deputata Pd Tatjana Rojc, che ieri ha avuto a sua volta un colloquio privato con Pahor: «Era nelle attese della comunità slovena che si fissasse un traguardo temporale per l’attuazione dell’accordo» sul Narodni dom. Ci vorranno anni per completare nel concreto la complessa operazione di scambi di edifici che vedrà infine la Scuola interpreti traslocare dal palazzo di via Filzi, ma la chiusura dell’iter per la proprietà è «questione meramente burocratica». Si attende il nulla osta del Mef (il Viminale ha già dato l’ok) all’emendamento che, preparato da Rojc e dalla collega Debora Serracchiani, andrà presentato dal governo e approvato dal Parlamento per modificare l’articolo 19 della legge 38. Rojc annota anche «l’accento che i due presidenti hanno voluto mettere su Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025. Forse siamo davvero alla svolta che attendiamo dal 2007, per far cadere i muri nelle teste c’è voluto più tempo, e anche l’impegno di Mattarella e Pahor». Quanto alla rappresentanza slovena in Parlamento, «conforta - chiude Rojc - che sia condivisa l’attenzione dei presidenti ai diritti delle minoranze».

Sul capitolo Gorizia-Nova Gorica interviene anche il sindaco Rodolfo Ziberna, che ringraziando Mattarella chiede «con forza al governo italiano di raccogliere le parole del Capo dello Stato» anche come un invito «a occuparsi concretamente» del suo territorio. —

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