Maturità e terremoto del Friuli, la sismologa risolve il quesito: «Esercizio semplice, ma molto significativo»
Il terremoto del Friuli del 1976 è entrato nella seconda prova di matematica della Maturità 2026 e al Centro ricerche sismologiche di Udine la ricercatrice Carla Barnaba ha spiegato passo dopo passo la soluzione del quesito proposto agli studenti dello Scientifico. L’esercizio chiedeva di calcolare il rapporto tra le ampiezze e l’energia liberata dalle scosse del maggio e settembre 1976 utilizzando logaritmi e potenze. «In realtà il terremoto era quasi una “maschera” del problema: il cuore dell’esercizio erano proprio i logaritmi», racconta Barnaba, originaria di Gemona. «La cosa interessante era far capire ai ragazzi quanto cambiano ampiezza ed energia passando da una magnitudo all’altra». La scossa di maggio, spiega la ricercatrice, ebbe un’ampiezza circa tre volte superiore e liberò oltre cinque volte più energia rispetto a quella di settembre. «È stata un’idea carina del ministero, soprattutto per chi vive in Friuli e porta ancora dentro la memoria del terremoto».
A cura di Giuseppe Beltrame
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