Maxi-opera di Marinotto donata alla biblioteca

Francesco Fain
Non si è ancora spenta l’eco di incredulità e sgomento per la prematura scomparsa dello scultore goriziano David Marinotto, deceduto a Vicenza la sera della vigilia di Pasqua, pochi giorni dopo il suo 53esimo compleanno.
E mentre, anche in Consiglio comunale, è arrivata la calda e convinta sollecitazione da parte di Rosy Tucci (Gorizia è tua) di dedicare all’artista un’iniziativa per omaggiarlo degnamente, la Biblioteca statale isontina ha appena ricevuto in dono la grande scultura “Incontro”, dello stesso David Marinotto, donata dalla famiglia proprio «per ricordare l’artista scomparso da poco». Si tratta di un’opera molto grande, in legno e ottone, della lunghezza 2 metri per 60 centimetri, realizzata fra il 2009 e il 2010. Una creazione che sarà collocata al secondo piano, di fronte alla sala consultazione.
«Ho conosciuto David Marinotto molti anni fa e, all’epoca, acquistai personalmente una sua opera – rivela il direttore della Bsi, Marco Menato –. Avendo frequentato anche la galleria del padre Franch Marinotto, nel tempo si era poi consolidata una conoscenza amicale sia con il figlio sia con il padre. Quando ho saputo della scomparsa improvvisa di David, l’ho voluto ricordare sui social network con l’immagine della scultura che avevo acquistato. È stato un gesto di riconoscenza e di mestizia per una persona che è scomparsa nel pieno della sua attività artistica e professionale: ricordiamo che era professore all’Accademia di belle arti di Venezia».
Aggiunge Menato: «Sicuramente la scultura che la famiglia ha voluto donare alla biblioteca è un’opera importante, impegnativa e molto significativa. Tra quelle che possediamo, che non sono poche, è probabilmente il pezzo più originale e d’impatto. Per noi è un onore averla avuta in dono e poterla collocare in un’area particolarmente frequentata della biblioteca. In questo senso abbiamo infatti deciso di collocarla al secondo piano, proprio all’ingresso delle sale e degli uffici. È l’omaggio più alto che si poteva fare alla memoria di questo artista».
«Un forte ringraziamento – conclude il direttore della biblioteca – va alla famiglia che ha fortemente voluto questa donazione». David Marinotto, lo ricordiamo, era nato a Venezia nel 1967, ha vissuto e operato tra Vicenza e Gorizia. Si era diplomato all’Accademia di belle arti di Venezia, allievo del maestro Giancarlo Franco Tramontin.
Dal 1986, ha esposto in mostre collettive e personali, partecipando a diversi concorsi di scultura nazionali e internazionali riscuotendo prestigiosi consensi da parte del pubblico e della critica. Impegnato come docente di scultura all’Accademia di belle arti di Venezia, ha insegnato anche all’Accademia di Frosinone, di Lecce e Brera a Milano. —
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