Medaglia italiana a Zara Scoppia un nuovo giallo

Riparte l’iter per l’onorificenza al valor civile che riguarda anche Fiume e Pola Ma Codarin e de’ Vidovich avvisano: «Si assegni quella militare voluta da Ciampi»
Lasorte Trieste 14 10 05 - Inaugurazione Mostra - Ottavio Missoni
Lasorte Trieste 14 10 05 - Inaugurazione Mostra - Ottavio Missoni

di Silvio Maranzana

TRIESTE

Nell’imminenza del Giorno del ricordo, che si celebra il 10 febbraio, filtra da Roma l’illazione che è ripartito l’iter per il conferimento di una medaglia d’oro al valor civile «al merito delle popolazioni di Fiume, Pola e Zara». «Abbiamo avuto effettivamente notizia che si stanno facendo passi avanti importanti in questa direzione - ha commentato ieri Renzo Codarin, presidente della Federazione degli esuli - ma se si tratta di un contentino per sostituire la medaglia d’oro al valor militare già decretata a favore di Zara e mai consegnata a causa delle proteste del governo croato non ci stiamo». «Si tratta di due cose diverse - aggiunge Renzo de’ Vidovich, presidente dei Dalmati di Trieste - le due medaglie non solo possono, ma devono coesistere».

Quella al valor militare al gonfalone dell’ultima amministrazione italiana di Zara è stata già conferita con decreto dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 21 settembre 2001, undici anni e mezzo fa. Era già stata fissata la data per la solenne cerimonia politico-militare che avrebbe dovuto svolgersi al Quirinale il 13 novembre dello stesso anno in presenza di Ottavio Missoni, sindaco della libera municipalità di Zara in esilio. Ma il 25 ottobre il governo croato presenta una nota formale di protesta e subito dopo l’ambasciatore croato a Roma, Drago Kraljevic, comunica a Zagabria di aver ricevuto l’assicurazione che la cerimonia sarebbe stata rinviata. Il ministro degli esteri Tonino Picula annuncia però che la Croazia non si accontenta del rinvio, ma si augura una revisione della decisione.

Il conferimento non è così mai avvenuto anche se nel frattempo vi sono stati gli importanti eventi con i concerti e i discorsi di riconciliazione in piazza dell’unità d’Italia a Trieste e all’Arena di Pola con la presenza congiunta dei Capi di Stato di Italia e Croazia: Giorgio Napolitano e Ivo Josipovic. Lo ha ricordato ieri con un editoriale sul quotidiano della Cei, “Avvenire”, Paolo Simoncelli docente di storia contemporanea alla Sapienza di Roma che sull’argomento ha pubblicato anche un libro: “Zara. Due e più facce di una medaglia”. Simoncelli ricorda con amarezza che la scritta incisa su un lato della nuova fantasiosa medaglia sarà “L’Italia ricorda”. «Ma in realtà - afferma Simoncelli - l’Italia ricorda quel che le è consentito diplomaticamebte di ricordare. Avanti così tra radici recise, celebrazioni enfatiche e sconsolanti reticenze su noi stessi».

Zara definita da Missoni “la Dresda dell’Adriatico” fu bombardata 54 volte dagli angloamericani con duemila vittime ed ebbe l’85 per cento degli edifici distrutti. I nazisti fucilarono 11 persone, i soldati di Tito ne trucidarono 900 e altre 435 vennero deportate nei campi di prigionia jugoslavi. «Si consegni finalmente quella medaglia d’oro al valor militare già conferita - conclude Codarin - perché ormai i rapporti con la Croazia sono ottimi e Zagabria nulla può dire su ciò che Roma fa a favore dei cittadini italiani».

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