Mein Schiff 4 esce dallo stretto di Hormuz e fa rotta verso Trieste
È una delle poche navi ad aver lasciato il golfo Persico nella concitata fase di riapertura. La crociera in partenza il 17 maggio dal capoluogo giuliano può ora essere confermata

Era attesa a Trieste il 17 maggio per cominciare il calendario di crociere adriatiche lungo le coste italiane, croate e greche, ma i programmi erano stati cancellati, perché la nave Mein Schiff 4 del gruppo armatoriale Tui Cruises era rimasta impantanata nel blocco dello stretto di Hormuz.
Alla fine, l’unità ce l’ha fatta a uscire dalla morsa imposta dall’Iran, approfittando della parziale e incerta riapertura dei traffici di queste ultime ore. La compagnia annuncia che la Mein Schiff sta facendo regolarmente rotta verso Trieste, che la accoglierà fra un mese all’accosto della Stazione marittima: la prima imbarcazione a fare scalo nel porto giuliano tra quelle lungamente bloccate nel golfo Persico dopo la reazione all’attacco degli Stati Uniti.
Mentre prosegue il fragile confronto diplomatico tra Washington e Teheran, Hormuz resta un rompicapo. L’annunciata riapertura è durata 24 ore, prima che l’Iran ordinasse una nuova chiusura del braccio di mare che bagna Iraq, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi. Erano sei le navi da crociera impossibilitate a superare il fermo imposto dai Pasdaran. Ad approfittare della momentanea riapertura sono state cinque di loro (due di Tui Cruises, una di Msc e due di Celestyal Cruises) più un’altra decina di unità.
Le navi da crociera avrebbero proceduto scortate da un convoglio di cargo battenti bandiera indiana. Msc Crociere ha comunicato che la sua Euribia «ha lasciato Dubai, ha attraversato in sicurezza lo stretto di Hormuz ed è ora in viaggio verso il Nord Europa. Il passaggio è stato completato in stretto coordinamento con le autorità competenti». Un’attesa durata cinquanta lunghi giorni, così come quella della Mein Schiff 4 e della Mein Schiff 5.
Tutte rimaste nel frattempo in sicurezza all’ormeggio, senza passeggeri e con gli equipaggi ridotti al minimo, ma comunque quantificabili in migliaia di lavoratori intrappolati, in attesa di un segnale per partire.
Si tratta delle poche navi che sono riuscite a lasciare il golfo Persico nella concitata fase di riapertura dello stretto, tornato ora inaccessibile, dopo che le cannoniere delle Guardie rivoluzionarie hanno aperto il fuoco su tre petroliere, per dimostrare la serietà delle intenzioni dopo l’ennesimo stop and go delle trattative. La comunicazione via radio lasciava poco spazio alle interpretazioni: «L’esercito iraniano ha ripreso un rigoroso controllo dei passaggi nello stretto» in risposta all’interruzione del dialogo con gli Stati uniti.
E così resta ad esempio ancora bloccata nel golfo Persico la car carrier Grande Torino del gruppo italiano Grimaldi. Finalmente libere, la Mein Schiff 4 e 5 arriveranno invece rispettivamente a Trieste il 17 maggio e a Heraklion, in Grecia, il 15 maggio. Tui Cruises comunica che le crociere previste sulle due unità sono confermate, con le prenotazioni disponibili a breve, dopo essere state rimosse dai siti nell’incertezza della situazione.
I comandati hanno subito rivolto la prua verso il Mediterraneo, seppur attraverso la rotta africana, diventata ormai stabile alternativa al canale di Suez, dopo la crisi del Mar Rosso scatenata dagli Houthi in sostegno all’Iran. La compagnia tedesca informa che le due unità «hanno lasciato con successo la regione orientale e sono dirette verso il Mediterraneo. Entrambe sono in rotta per Città del Capo e successivamente riprenderanno i loro programmi. Le crociere di Mein Schiff 4 da Trieste (Italia) del 17 maggio e di Mein Schiff 5 da Heraklion (Grecia) del 15 maggio, originariamente cancellate, possono ora essere confermate. Nell’ambito del trasferimento, a Città del Capo e a Malta l’equipaggio tornerà a bordo delle navi al completo. Allo stesso tempo, le unità vengono preparate in modo da poter accogliere i primi ospiti a Trieste e a Heraklion».
Commenta il ceo di Tui Cruises, Wybcke Meier: «Le ultime settimane ci hanno posto di fronte a sfide straordinarie. Desidero ringraziare in modo particolare i nostri comandanti, gli equipaggi e tutti i team a bordo e a terra, che hanno contribuito a superare questa situazione con grande professionalità, prudenza e dedizione. Siamo ancora più lieti di poter tornare rapidamente alle normali operazioni e di poter impiegare l'intera flotta come previsto».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








