Mele “bio” in piazza contro i pesticidi

Trieste fra le città in cui Greenpeace ha messo sotto accusa l’agricoltura industriale
Di Luca Saviano
Foto Bruni 24.10.15 Greenpeace-banchetto in piazza Borsa
Foto Bruni 24.10.15 Greenpeace-banchetto in piazza Borsa

Un’azione a sostegno dell’agricoltura sostenibile portata avanti in tutta Italia al grido di “So cosa mangio”. La nuova sfida di Greenpeace, che mira a contrastare i danni arrecati dall’agricoltura industriale, è stata promossa anche in piazza della Borsa dal gruppo locale di Trieste, che nella giornata di ieri si è impegnato in un’opera di informazione e sensibilizzazione alla cittadinanza. Con tanto di mele biologiche. E ricordando che “una mela al giorno leva il medico di torno”. La mela giusta, però. «Gli accertamenti fatti su frutta e verdura in vendita nella grande distribuzione - spiega la volontaria di Greenpeace Sara Menon - hanno permesso di riscontrare elevati quantitativi di pesticidi. La coltivazione intensiva è dannosa sia per il pianeta che per l’uomo». Il pesante utilizzo di pesticidi e fertilizzanti di sintesi rischia di compromettere la biodiversità. Il declino di api e altri insetti impollinatori ne è un segnale. L’agricoltura industriale è responsabile del 14% delle emissioni di gas serra, quasi quanto l’inquinamento causato a livello mondiale dai mezzi di trasporto. L’Italia può vantare un primato poco lusinghiero, essendo uno dei principali utilizzatori di pesticidi in Europa. «L’agricoltura sostenibile è la sola che possa garantire un’alimentazione sana - afferma la volontaria A. L. -. Attraverso le tecniche utilizzate nell’agricoltura sostenibile è possibile produrre in media il 30% in più di cibo per ogni ettaro nei paesi in via di sviluppo. In più non rovina i terreni e garantisce la possibilità di coltivarli e mantenerli produttivi anche in futuro». Convincere le persone ad acquistare i prodotti biologici è uno dei principali obiettivi perseguiti da Greenpeace in questa campagna, che in un recente passato ha permesso di mettere al bando tre insetticidi fortemente pericolosi per le api. «Dobbiamo essere consapevoli che con i nostri acquisti - conclude Menon - siamo in grado di orientare il mercato».

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