Mercato coperto e raccolta firme Timori per il trasloco in via Rastello

Gli operatori sono pronti a lanciare una petizione 
Bumbaca Gorizia 06.10.2020 Mercato coperto © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 06.10.2020 Mercato coperto © Foto Pierluigi Bumbaca



Situazione di stallo e di attesa per il mercato coperto dove gli operatori dei banchi di frutta e verdura, oltre che i fiorai, sono in fase di allerta. Si attendono infatti gli sviluppi che porteranno alla ristrutturazione della storica pertinenza del Comune destinata a diventare un centro innovativo e propulsivo per altre attività imprenditoriali, soprattutto nel settore della ristorazione di qualità. Nel frattempo però chi opera da anni in via Boccaccio comincia a chiedersi dove sarebbe meglio espletare la propria attività nel caso del prolungato stop legato ai lavori. C’è chi pensa che una soluzione potrebbe essere spostarsi in determinati angoli del mercato non toccati dalla ristrutturazione, almeno a periodi, restando così parzialmente negli stessi spazi di sempre. Altre persone preferiscono l’idea dell’ex mercato all’ingrosso che avrebbe a disposizione i parcheggi. Poco convincente, a quanto pare, la ventilata proposta di spostare le bancarelle nei negozi sfitti di via Rastello. «Non è che sia una brutta via o altro, il problema è che i clienti goriziani quando perdono un’abitudine non ritornano più - spiega una fioraia chiedendo di rimanere anonima -. Già con la prima ristrutturazione abbiamo notato questa dinamica, stavolta sarebbe ancora peggio dato che si parla di anni di lavori. Mettiamo che siano cinque anziché tre. Non è pensabile che i clienti ritornino qui. In ogni caso saremo relegati a margine. Le nostre postazioni funzionano perché sono ampie e perché possiamo permetterci di offrire prodotti che altrove non si trovano. Diminuendo lo spazio – conclude la fioraia – ne risente anche l’offerta che ci caratterizza».

Tra le bancarelle c’è più di qualcuno che la pensa così ma ci sono solo alcune persone che raccolgono le voci di tutti, in modo da poter interloquire con le istituzioni sulla situazione ancora in evoluzione. Il fioraio Marco Tauselli, in particolare, si esprime per chi opera dentro il mercato mentre il barista Marino Vida è il referente per chi gestisce un’attività al di fuori. Quest’ultimo asserisce: «Se inizieranno davvero ad avviare il progetto che hanno in mente organizzeremo una raccolta firme». Si tratta comunque di un processo lento, dato che la riqualificazione del Mercato coperto, elaborata dall’architetto Claudio Meninno, è piuttosto ambiziosa. A gestire una parte degli spazi della struttura si è candidato il Gambero Rosso. Gorizia potrebbe entrare a far parte del ristretto circolo delle eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche delle Città del Gusto, a fianco di Napoli, Roma, Palermo e Torino. L’idea è quella di far diventare il mercato coperto un punto di riferimento per tutte le eccellenze del territorio, valorizzando tanti produttori da far conoscere a un pubblico sempre più ampio. Insomma creare un punto d’incontro iconico della città dove comprare, mangiare e trovare qualità. L’atmosfera ne gioverebbe, ma non a detta dei piccoli commercianti che da anni lavorano in via Boccaccio. —

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