Messa nel Duomo e cerimonia a Muggia per i Santi patroni

Le celebrazioni per i protettori Giovanni  e Paolo. Niente processione lungo le calli 
Luigi Putignano

le iniziative

MUGGIA

La festa dei Santi Giovanni e Paolo protettori di Muggia entra nel vivo con il clou dei festeggiamenti. Anche quest’anno non ci sarà la tradizionale processione lungo le calli principali del centro istroveneto ma oggi si celebrerà la Santa messa nel Duomo e, successivamente, si svolgerà la cerimonia alla presenza delle autorità religiose e civili sotto il portico del palazzo comunale di piazza Marconi, dove saranno presenti il gruppo di donne muggesane abbigliate con i vestiti tradizionali – che sono stati ridisegnati a metà degli anni Settanta del secolo scorso seguendo la descrizione che ne diede nel 1893 l’abate Jacopo Cavalli nella sua opera “Reliquie ladine raccolte a Muggia d’Istria” e divenuti parte della processione dei santi protettori dopo l’invito dell’allora parroco don Giorgio Apollonio – e una rappresentanza dei “fanali” che contraddistinguevano le confraternite laicali, ormai non più esistenti.

«Ne conserviamo oltre una trentina tra le navate del duomo e la sagrestia – spiega don Andrea Destradi, parroco del Duomo e della basilica dell’Assunto di Muggia vecchia –, lavori di ebanisteria di notevole fattura che venivano portati in processione. Tradizioni religiose devozionali che si sono perse con la grande trasformazione di Muggia da villaggio di pescatori a cittadina operaia legata alla cantieristica».

Una festa, quella dei protettori, attesa dalla comunità muggesana che, come evidenzia don Andrea, «ha sempre dimostrato di possedere una forte identità e senso di coesione e che anche in periodi particolari come quello attuale legato alla pandemia ha operato in maniera compatta in aiuto dei bisognosi. Ed è per questo che vogliamo concentrarci sulle criticità legate alla famiglia e ai suoi componenti, dagli anziani ai più piccoli». E a proposito di realtà importanti riservate a questi ultimi c’è la scuola materna parrocchiale paritaria dedicata appunto ai santi protettori, di cui, come racconta don Andrea, «nei prossimi mesi celebreremo i 120 anni dalla sua istituzione. Una scuola che, per me, è un’indicazione di metodo perché è nata, allora, per dare una risposta a una necessità di Muggia che era l’educazione dei più piccoli». —

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