«Mi hanno colpita alla testa e in faccia»

«Me la sono vista brutta, ma ho reagito. Ho avuto la forza. È questo il mio carattere. Ho sentito la scossa ma sono riuscita a rimanere in piedi e il ragazzo che era davanti a me ha preso quella cosa (ndr, lo storditore) e mi ha colpito senza pietà alla testa e alle gambe. Ma ce l’ho fatta e sono contenta che la polizia li abbia presi».
Per Maria Parenzan, la titolare della tabaccheria di viale D’Annunzio sono stati cinque lunghissimi minuti di terrore.
Non lo nasconde. Perché quei banditi, seppur minorenni, erano pronti a tutto. Ma alla tabaccaia l’esperienza su come comportarsi con i banditi sicuramente non manca. Il 30 luglio del 2007 era stata presa a calci in testa da un malvivente che l’aveva mandata all’ospedale durante una rapina.
L’altro pomeriggio le hanno spaccato il setto nasale e forse anche rotto una costola. Mentre parla mostra i lividi sulla gamba sinistra, segni dei calci presi dal giovane bandito. Guarirà in 40 giorni.
Ricorda. «Sono entrati in due. Avevano il cappuccio della felpa alzato. Quello che si è avvicinato al bancone mi ha domandato delle caramelle. Gli hio risposto che eralo lì, davanti a lui. Ma il giovane ha replicato dicendo che avrebbe voluto prendere quelle che erano sulla scansia dietro alla cassa. Coì ha fatto il giro».
La donna indica il percorso e poi spiega. «A questo punto ha estratto lo storditore e mi sono sentita la scossa. Mi sono difesa come potevo. Ma quando mi picchiava ho tentato di fermarlo come potevo. A un certo punto gli ho detto che chiamavo la polizia. Vedendo che reagivo il giovane ha cominciato a colpirmi in testa e sul naso con l’apparecchiatura. Poi è andato verso la cassa e ha preso i soldi che c’erano: 40 euro».
Poi ricorda il sopralluogo. Dice. «Tre giorni fa proprio il giovane che mi ha picchiato era entrato nel negozio. Fin da subito mi aveva fatto una brutta impressione. Mi aveva chiesto una rivista senza nemmeno dirmi il nome della testata. “Voglio spendere 2 euro”, aveva detto. Poi non trovando nulla che gli potesse piacere se n’era andato».
La donna indica un vecchio ritaglio del piccolo che ha incollato sul legno vicino alla cassa. È l’articolo di una vecchia rapina subita nell’estate del 2007. Comincia così: «L’ha presa a calci in faccia e poi l’ha sbattuta a terra. La tabaccaia tratteneva la borsetta con l’incasso. Poi altre botte e infine il bandito è scappato con i soldi, non meno di 1500 euro». Dice: e sospira «Anche questa volta me la sono cavata...». (c.b.)
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