Microplastiche nell’Isonzo Legambiente lancia l’allerta

Presentata la relazione del campionamento effettuato nel 2019 sul fiume Per ora i dati non sono preoccupanti, ma è necessario approfondire la ricerca

Stefano Bizzi / Sagrado

La buona notizia è che la presenza media di microplastiche nell’Isonzo rilevate da Legambiente è contenuta. Quella cattiva è che i dati raccolti dai volontari di “Goletta dei laghi” si riferiscono a un numero limitato di campioni e, quindi, non può essere pienamente indicativo. Per questo la campagna avviata lo scorso anno sarà integrata con nuovi rilevamenti previsti a fine mese. A fare il punto della situazione e presentare i dati 2019 è stato ieri Andrea Wehrefenning, coordinatore Trasporti e Ambiente di Legambiene Fvg, nel corso del webinar “Utilizzo, consumo e qualità: quanto ne sai dell’acqua in Fvg?” promosso dal CeVi-Centro di volontariato internazionale.

Dei quattro punti analizzati, due si trovano sul tratto Sloveno e due su quello italiano. Nel punto più prossimo alla sorgente, presso Cal Coritenza, nel Comune di Plezzo, è stata rilevata una media di particelle pari a 0,11 mm ogni metro cubo di acqua filtrata dalla rete manta. A Salcano la media delle particelle rilevata è pari a 0,12 per metro cubo, mentre per i tratti italiani il campionamento in località Straccis ha rilevato una media di 0,14 particelle per metro cubo che a Sagrado è poi scesa a 0,09. «La differenza rilevata tra il campione prelevato nel tratto più prossimo alla sorgente e quello di Straccis mostra un incremento del 30% di particelle per metro cubo, per poi diminuire nell’ultimo campionamento verso valle», nota Legambiente che poi aggiunge: «Non si può ancora valutare un trend di aumento o diminuzione da monte verso valle essendo un primo campionamento, ma quest’anno il monitoraggio delle microplastiche sull’Isonzo verrà ripetuto».

«I dati non sono preoccupanti se confrontati con quelli di altri corsi d’acqua europei - ha evidenziato Wehrefenning -, ma sono pochi dati e non approfonditi. Fanno però capire che si deve fare un approfondimento e per questo a fine mese i volontari faranno un secondo campionamento». Wehrefenning ha spiegato che anche se poche, alla fine le microplastiche finiscono comunque in mare ed entrano nel ciclo alimentare. Non si tratta solo di bottiglie di plastica. In proposito il presidente di Legambiente Fvg, Sandro Cargnelutti ha aggiunto: «È noto che l'80% dei rifiuti in mare proviene dalla terraferma, non è ancora molto studiata invece la presenza delle microplastiche nelle acque interne e potabili e il contributo dei fiumi all’accumulo delle microplastiche negli ecosistemi marini». «Le microfibre - ha poi concluso -, ad esempio, sono molto presenti nelle acque dolci perché non vengono trattenute dai filtri domestici e degli impianti di depurazione. Legambiente Fvg manterrà relazioni sul tema sia con Arpa sia con istituti scientifici sloveni. E naturalmente con Goletta dei laghi». —

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