Migranti in Porto Vecchio a Trieste, il centrosinistra: «Aprire subito il mercato di via Gioia»
Lettera dei capigruppo di opposizione al sindaco Dipiazza e al prefetto Petronzi dopo la tragedia in cui hanno perso la vita due giovani: «L’obiettivo è evitare che altre persone continuino a cercare riparo in edifici pericolosi»

Un solo muro e pochi metri lo separano da chi è lasciato a vivere nei vecchi hangar, in quei labirinti di corridoi scuri pieni di ratti e rifiuti così facili da incendiare nelle notti d’autunno.
Eppure l’ex mercato comunale di via Flavio Gioia, di proprietà del Comune ma da anni inutilizzato, potrebbe essere uno spazio di accoglienza a bassa soglia, un luogo più sicuro e salubre rispetto agli edifici diroccati del Porto Vecchio.
Le associazioni umanitarie, parte della società civile e i partiti di centrosinistra lo ripetono da anni, e l’indomani di quella che per molti è stata una tragedia annunciata tornano a chiederlo con urgenza alle istituzioni: «Chiediamo al prefetto e al sindaco una risposta immediata alla necessità di un’accoglienza a bassa soglia, con un riparo sicuro, pasti e servizi essenziali: la tragedia appena accaduta e l’arrivo del freddo rendono l’intervento non più rinviabile», scrivono, in una missiva indirizzata al prefetto Giuseppe Petronzi e al sindaco Roberto Dipiazza, i capigruppo di opposizione Giovanni Barbo (Pd), Riccardo Laterza (Adesso Trieste), Alessandra Richetti (M5s) e Paolo Altin (Lista Russo-Punto franco), indicando come «soluzione prioritaria» proprio l’ex mercato comunale di via Flavio Gioia, dai consiglieri visitato in sopralluogo già nel maggio del 2024.
Un luogo più dignitoso dei magazzini, privo di ratti e blatte, dotato di uscite di sicurezza, finestre e un tetto che ripara dalla bora. Ci sono allacci alla rete elettrica e idrica, una quindicina di sanitari, persino delle docce.
Ci sono stanze, che in realtà sono gli spazi in cui anni fa dimoravano i venditori, e dove oggi riuscirebbero a stare fino a cento brandine, trasformando quel luogo – chiedono le opposizioni – in un dormitorio a bassa soglia per i migranti in transito o comunque al di fuori dal circuito di accoglienza.
Un’alternativa alla strada, ai fabbricati traballanti del Porto Vecchio, proposta che anni fa era stato lo stesso sindaco Roberto Dipiazza a evocare salvo poi scontrarsi con la contrarietà dei partiti lui alleati (in primis Fratelli d’Italia).
Ora, a distanza di anni e alla luce dell’ultima tragedia, i partiti di opposizione tornano a chiedere «con urgenza la messa a disposizione di quel luogo, definendo gli interventi necessari e tempi certi di apertura»: «Se vi sono impedimenti, chiediamo che siano esplicitati e che venga individuata subito un’alternativa», scrivono i capigruppo.
Una proposta che il centrosinistra avanza con «spirito collaborativo, e disponibilità al confronto»: «L’obiettivo è concreto, ovvero evitare che altre persone continuino a cercare riparo in edifici pericolosi», concludono. —
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