“Mille bolle blu”, un musical per sensibilizzare sul diabete
Può avvenire che si manifesti con un esordio esplosivo del tutto inatteso e non imputabile a un malessere passeggero. Ma siccome molto spesso è una patologia subdola e silente, può accadere invece che se ne stia zitto zitto per lunghi anni, minando inesorabilmente il fisico. È il diabete, malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue a causa di un’alterata quantità, nel tipo 2, o assenza di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas, del cosiddetto diabete giovanile, quello del tipo 1. Se per tutti le buone pratiche (vale a dire, oltre alla cura farmacologica, un’alimentazione sana e l’esercizio fisico) sono fondamentali, lo sono altrettanto le politiche di sensibilizzazione e informazione sul diabete giovanile nelle scuole, affinché ci siano protocolli sempre più efficaci a sostegno dei giovani. In occasione delle giornate mondiali del diabete – il 14 e il 15 novembre – l’Accademia Musical Theatre Trieste in collaborazione con l’associazione giovani diabetici InSù mette in scena, con il patrocinio del Comune e dell’Agd Italia (Associazione giovani diabetici nazionale), lo spettacolo “Mille bolle blu”. Un musical per sensibilizzare l’opinione pubblica sul diabete giovanile, che ha inoltre il ruolo di portabandiera regionale delle giornate. Dopo la tappa di Pordenone, lo spettacolo approda con una doppia rappresentazione allo Stabile sloveno di via Petronio: la matinée di questa mattina alle 11, riservata alle scuole, che prevede anche la premiazione delle classi che hanno partecipato al concorso sul tema del diabete. Mentre la rappresentazione serale (20.30, con contributo di 5 euro per la ricerca sul diabete) è aperta a tutti, e interverranno anche diabetologi del Burlo, per fare chiarezza sul diabete giovanile, una patologia di cui si sa ancora troppo poco ma che sta crescendo a livello mondiale. Nel corso dello spettacolo verrà proposta anche la lettura di brani tratti da “Lu, la mia vita col diabete”, diario di bordo che racconta l’indesiderata coabitazione con la patologia di Luisa Codeluppi.
Patrizia Piccione
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