Minacciata di morte per i soldi delle dosi

Kenneth Derin, 36 anni, ha puntato un coltello alla gola di una giovane cui aveva prestato il denaro
20050608 - ROMA - CRO - DROGA: RELAZIONE 2005 ; USO GIA' A 11 ANNI. Una immagine di archivio, datata 13 Gennaio 1998, mostra una ragazza che prepara una siringa per drogarsi. Primo contatto con la droga gia' ad 11 anni; a 15-16 anni l'uso non e' piu' occasionale. Si tratta di consumatori-ragazzini, soprattutto di cannabinoidi, ''insospettabili, che vanno bene a scuola, giocano al calcio. E le ragazzine sono tutte acqua e sapone''. E' quanto emerge da un'anticipazione della relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze del 2005, messa a punto dalla Presidenza del Consiglio. Le anticipazioni della relazione sono state rese note alla presentazione del congresso della Federserd Lazio, che comincia oggi a Roma e si concludera' sabato prossimo. STR/ARCHIVIO - ANSA - KRZ
20050608 - ROMA - CRO - DROGA: RELAZIONE 2005 ; USO GIA' A 11 ANNI. Una immagine di archivio, datata 13 Gennaio 1998, mostra una ragazza che prepara una siringa per drogarsi. Primo contatto con la droga gia' ad 11 anni; a 15-16 anni l'uso non e' piu' occasionale. Si tratta di consumatori-ragazzini, soprattutto di cannabinoidi, ''insospettabili, che vanno bene a scuola, giocano al calcio. E le ragazzine sono tutte acqua e sapone''. E' quanto emerge da un'anticipazione della relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze del 2005, messa a punto dalla Presidenza del Consiglio. Le anticipazioni della relazione sono state rese note alla presentazione del congresso della Federserd Lazio, che comincia oggi a Roma e si concludera' sabato prossimo. STR/ARCHIVIO - ANSA - KRZ

«Devi pagarmi la droga. Se non lo fai ti ammazzo».

A pronunciare parole come queste, impugnando un coltello che poi ha puntato alla gola di una ragazza, è stato un uomo di 36 anni. Si chiama Kenneth Derin, ed ha una lunga fila di precedenti. Aveva prestato i soldi alla vittima per pagare alcune dosi di droga.

L’uomo è finito in carcere con l’accusa di tentata estorsione. Ad arrestarlo sono stati i carabinieri, che hanno eseguito l’ordine di arresto disposto dal gip Luigi Dainotti su richiesta del pm Giorgio Milillo, il magistrato titolare delle indagini. Ieri Kenneth Derin è stato interrogato dal gip, presente il difensore, l’avvocato Deborah Berton.

La sconvolgente vicenda è avvenuta nello scorso dicembre. Derin, secondo gli accertamenti degli investigatori, è andato in un bar di via Grego per incontrarsi con una ragazza. Scopo dell’incontro, la richiesta di restituzione della somma di 130 euro che nei giorni precedenti le aveva prestato per pagare alcune dosi di droga. Quando l’ha vista - secondo le indagini - l’uomo si è scatenato. Prima le minacce alla ragazza. Poi si è rivolto alla madre e non ha esitato a minacciare anche lei. Ma non solo. Nelle ore successive si è recato a casa della giovane, la quale è scesa in strada. E lì l’ha colpita con un coltello. Finché la ragazza, terrorizzata, ha detto: «Va bene, cercherò i soldi, ma lasciami in pace».

Ed è stato a quel punto che la giovane e la madre hanno chiesto aiuto ai carabinieri. Sul posto è giunta una pattuglia del Radiomobile: Derin è stato prelevato e accompagnato in caserma.

Lì si è verificato un secondo episodio. Approfittando di un momento di distrazione di un militare gli ha rubato il telefono cellulare, che era appoggiato sulla scrivania.

Qualche anno fa Kenneth Derin è stato protagonista di un’altra sconvolgente vicenda. «Portatevelo via. Rinchiudetelo in una cella e buttate via la chiave. In casa mia non lo voglio più vedere». Era stato questo lo sfogo disperato della madre, dopo che qualche sera prima Kenneth, al termine dell’ennesimo litigio, le aveva puntato un coltello da cucina alla gola, costringendola a ciò che nessuna mamma vorrebbe mai fare: chiedere aiuto ai carabinieri e supplicare l’arresto della persona che ha messo al mondo.

Il giovane aveva aperto un cassetto della cucina ed estratto un grosso coltello. Poi, puntandolo contro la gola della madre, aveva gridato: «Questa volta ti uccido, hai capito? Stavolta ti ammazzo sul serio». Infine, per spaventare ancora di più la donna, aveva raggiunto il soggiorno distruggendo i soprammobili.

Proprio approfittando di uno dei brevi spostamenti in salotto del figlio, la donna era riuscita a prendere il telefono e a chiamare i carabinieri, arrivati pochi minuti dopo. Inevitabile, a quel punto, il trasferimento in caserma e l’arresto con l’accusa di minacce, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.(c.b.)

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