Minori stranieri in carico «Numeri in aumento ma non c’è emergenza»
Negli ultimi cinque anni è salito sensibilmente il numero dei minori stranieri non accompagnati (“msna” l’acronimo) presenti sul territorio di Trieste. Minori la cui presa in carico dipende come è noto, per legge, dalle amministrazioni comunali. È quanto emerso dall’approfondimento di ieri promosso dalla Commissione Trasparenza del Consiglio comunale presieduta da Cristina Bertoni del M5s (nella foto in basso a sinistra). Dalle 349 presenze registrate nel 2015, è stato ricordato, si è arrivati alle 456 del 2018. Attualmente gli “msna” accolti in città sono 236, dato che proietta il flusso medio annuo a circa 450 unità.
Si tratta soprattutto di cittadini kosovari (il 50%), cui seguono pachistani, afgani e albanesi. Con queste cifre Trieste si assume il 30% del carico regionale. Non si tratta ad ogni modo di una situazione emergenziale. Sia l’assessore comunale competente Carlo Grilli sia i vertici del referato alle Politiche sociali da lui presieduto hanno messo in luce come quella giuliana sia una realtà virtuosa. Ha infatti affermato Grilli: «Non per merito mio ma grazie a un tradizione continuativa bipartisan questa città ha sempre ottemperato a ciò che la legge prescrive in materia. Si tratta di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, che vengono accolti in strutture precedentemente nate per offrire supporto a minori sottratti alle famiglie d’origine per ragioni di violenza». Ha proseguito l’assessore: «Solo in pochi di questi ragazzi fuggono dalla guerra. I più hanno bisogno di un tetto sopra la testa e di un percorso formativo. A tali scopi vengono investiti 73 euro al giorno per ogni adolescente, fino al compimento del 18.mo anno d’età. Per garantire la continuità degli iter, inoltre, è prevista la possibilità di proseguire l’accoglienza anche per i maggiorenni, fino al termine dei percorsi formativi. In questi casi la spesa si riduce a 45 euro al giorno. Si tratta di un concorso di fondi statali e regionali, che il Comune riceve per governare il settore. A ciò si aggiungono i costi del personale che sono a carico dell’amministrazione comunale».
Francesco Bettio della Lega ha chiesto di conoscere come avviene lo smistamento degli “msna”. È stato spiegato che la Questura, ogni qualvolta rintraccia un minore, incarica la Casa dello studente slovena – Dijaski dom di cercare una struttura con un posto libero, con l’obbligo di rispettare il criterio della rotazione. Sabrina Morena di Open ha sottolineato invece che sarebbe auspicabile l’impiego di maggior personale.—
Li.Gor.
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