Misure anti-virus in Comune «Non tutelati i dipendenti»
«Totalmente inadeguata e irresponsabile». Non usano mezzi termini, i consiglieri comunali d’opposizione, nel giudicare la gestione della prevenzione anti-Covid da parte della giunta. «Hanno messo a rischio la salute dei dipendenti e, ora, giocano allo scaricabarile».
In una nota, sottoscritta dai consiglieri di Pd, Unione slovena, M5s, Forum, Percorsi goriziani, Gorizia è tua, Gorizia c’è e Borghi, i consiglieri comunali di minoranza accusano la pesante sottovalutazione della situazione da parte della Giunta. «Le Rsu comunali hanno più volte richiesto l’adeguamento del Documento valutazione rischi e l’adozione di tutte le misure e i provvedimenti necessari a tutelare la salute degli oltre trecento dipendenti comunali, sin dal 24 febbraio di quest’anno. Sin dal 23 marzo hanno richiesto la sottoscrizione di un protocollo interno per l’applicazione dello smart working. È quindi assolutamente surreale che, oggi, la Giunta si trinceri dietro uno scaricabarile nei confronti dei dirigenti e un “non so, non c’ero, non sapevo”: ci risulta che almeno 3 volte sia stata segnalata al Comune la mancata adozione di protocolli interni e la difformità del comportamento tenuto rispetto alle linee guida regionali e nazionali per la P.A.».
«Il numero di dipendenti in smart working è stato, in questi mesi, assolutamente irrisorio: dai 138 di aprile si è scesi ad appena 36 a luglio, e ad appena 8 a settembre. In sostanza, a settembre la quasi totalità dei dipendenti comunali era presente (proprio nello stesso periodo in cui veniva invece vietato lo svolgimento del Consiglio comunale in presenza fisica) e chiaramente non in tutti i settori gli spazi degli uffici sono adeguati a garantire il necessario distanziamento e ricambio d’aria degli uffici». Una linea dell’amministrazione comunale «incomprensibile» alla luce di chiare disposizioni di cui la giunta «non poteva non essere a conoscenza».
«In questi mesi, diversi di noi consiglieri hanno già richiesto chiarimenti circa il ricorso allo smart working e i dispositivi di protezione individuale per i dipendenti comunali: le rassicurazioni fornite dalla giunta suonano, dopo il palesarsi delle preoccupazioni dei sindacati, come parole vuote e di circostanza, sintomo di una sottovalutazione pesante del rischio cui i dipendenti comunali sono stati sottoposti».
L’opposizione ha raccolto segnalazioni «di mancata distribuzione di mascherine al personale, di postazioni di lavoro non sanificate, di un preoccupante livello di affollamento in diversi uffici da maggio in poi, a rientro avvenuto dopo il primo lockdown. Addirittura, ad alcuni dipendenti sarebbe stato negato lo smart working richiesto. «In tutto questo, suona quasi come una beffa che appena venerdì sia stato deliberato l’acquisto di misuratori della temperatura per il pubblico che accede agli uffici pubblici».
I consiglieri comunali chiedono di non perdere altro tempo: «Vogliamo che si prendano subito i necessari provvedimenti per consentire ai dipendenti di lavorare in completa sicurezza». —
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