Mondo dell’enologia in lutto È morto Achille Moretti



Si può dire che un po’ tutto il Collio sia in lutto, in queste ore. Il Collio inteso tanto come comunità quanto come territorio votato alla viticoltura e per questo conosciuto in tutto il mondo. Già, in lutto perché è morto all’età di 79 anni uno degli uomini che a quel mondo - inteso come mondo agricolo e vitivinicolo dell’Isontino e della regione - ha dato tantissimo nel corso della sua vita. E ha contribuito con il suo lavoro a renderlo importante e celebre come è oggi. Parliamo di Achille Moretti, storico tecnico e amministratore – ma, con un termine di certo più romantico e più legato alla quotidianità e alla vita dei campi e delle vigne, diremmo “fattore” - della prestigiosa azienda agricola “Conti Attems” di Lucinico.

Lo è stato, Moretti, per ben trent’anni, quelli di una lunga carriera che lo ha fatto conoscere anche al di fuori dei confini della città, della provincia e della regione, e durante i quali il professionista è stato capace di farsi apprezzare anche per le sue grandi doti umane.

Achille Moretti era nato nel 1941 a Gris di Bicinicco, in provincia di Udine, e dopo gli studi agrari completati brillantemente ed una prima esperienza lavorativa e pratica “sul campo” alla Tenuta di Isola Morosini aveva iniziato la sua attività alla metà degli anni Sessanta nel Collio, il territorio che ne avrebbe segnato la vita. La chiamata non fu di quelle banali, a testimonianza del fatto che le qualità professionali di quel giovane tecnico non erano sfuggite a chi lavorava nel settore. Perché Moretti fu convocato, allora, direttamente dal conte Douglas Attems, quando questi aveva assunto la presidenza del neonato Consorzio Vini Doc Collio, nel 1964 (un anno prima ne sarebbe stato il promotore) per un ruolo che mantenne con passione e carisma riconosciuto da tutti addirittura fino al 1999.

Dal punto di vista umano e personale, smessi i panni del professionista, Achille Moretti era un uomo estremamente modesto, malgrado capacità e riconoscimenti legati al suo lavoro che avrebbero potuto suggerire ben altri atteggiamenti. E così chi lo ha conosciuto, come l’agronomo, enologo e giornalista Claudio Fabbro, lo ricorda come «più portato al fare che all’apparire, ma sempre e comunque con quel sorriso che confermava l’amore per il suo lavoro». Del resto, la competenza senza la passione e il piacere di spendersi per le vigne, le viti, il vino, non sarebbe potuta bastare. Moretti, che negli anni del lavoro risiedeva assieme alla famiglia presso l’azienda di Lucinico, aveva sviluppato con il conte Douglas Attems un invidiabile rapporto umano e professionale, e godeva della stima di tutti i colleghi enotecnici. Colleghi, amici e conoscenti che potranno salutarlo oggi un’ultima volta. Il funerale si svolgeranno oggi alle 12 nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, nel quartiere di Straccis. —

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