Monfalcone, cosparso di benzina minaccia di darsi fuoco, le forze dell'ordine trattano e lo salvano

L'allarme scattato al 112, il dialogo con i militari e l'intervento congiunto con 118 e Vigili del Fuoco: uomo messo in salvo ed evacuato al San Polo

Timothy Dissegna
I militari dell'Arma durante l'intervento. Foto carabinieri Gorizia
I militari dell'Arma durante l'intervento. Foto carabinieri Gorizia

L’accendino già in mano, la tanica di benzina aperta accanto a sé. Un uomo, in preda a un grave stato di agitazione, aveva minacciato più volte di darsi fuoco. I carabinieri, arrivati sull’uscio di casa, hanno impiegato oltre un’ora per farlo desistere. Un intervento complesso, condotto passo dopo passo per evitare una tragedia.

Erano circa le 10 di martedì (la notizia è emersa oggi), quando la richiesta di aiuto è arrivata al Numero unico di emergenza 112. La telefonata partiva da un’abitazione vicino all’ospedale San Polo. Una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri è stata subito dirottata sul posto. Le prime informazioni giunte alla Centrale operativa parlavano di un soggetto in evidente stato di crisi, che aveva manifestato l’intenzione di farsi del male.

Secondo quanto appreso, in passato aveva già manifestato intenti autolesionistici.

Il dialogo

L’operatore dall’altra parte del telefono è riuscito a instaurare subito un dialogo con l’uomo, un 47enne, mantenendolo impegnato in una videochiamata. Un modo per guadagnare tempo prezioso, in attesa che le pattuglie arrivassero sul posto. La conversazione è proseguita per diversi minuti, con l’operatore che cercava di calmare l’interlocutore e di creare un canale di comunicazione aperto. Giunti nell’abitazione, i militari hanno trovato una situazione di altissima tensione. La persona era cosparsa di benzina, con l’accendino pronto tra le dita. Minacciava di far scattare la fiamma se qualcuno si fosse avvicinato. Ogni movimento sbagliato avrebbe potuto innescare una reazione irreversibile.

L’approccio scelto è stato quello dell’ascolto. Sul posto è arrivato anche il negoziatore del Comando provinciale di Gorizia, un militare con una formazione specifica nella gestione delle situazioni di crisi, affiancato dai colleghi della stazione cittadina e dalla pattuglia del Commissariato di Polizia. Sul luogo erano presenti anche i sanitari del 118.

Il disagio

Alla radice del disagio, come emerso durante il dialogo, vicende personali affettive dell’uomo. Relazioni difficili, solitudine, un senso di fallimento che lo aveva spinto verso quel gesto estremo. I militari hanno ascoltato il suo racconto, senza giudicare, senza interrompere. Hanno lasciato che sfogasse la sua rabbia e la sua disperazione, offrendo ascolto e comprensione. Un lavoro di mediazione psicologica che ha richiesto sensibilità e pazienza. Tutto ciò, alla fine, ha funzionato. Approfittando di un momento di temporanea distrazione, quando l’uomo ha abbassato per un istante la guardia, i militari sono riusciti a immobilizzarlo in sicurezza, sottraendogli l’accendino. L’immediato pericolo era scongiurato. L’operazione è avvenuta in pochi secondi. Subito dopo, l’uomo è stato preso in carico dai sanitari, che lo hanno stabilizzato e trasportato al San Polo per gli accertamenti del caso.

Nell’ospedale è stato sottoposto a visite mediche e a una prima valutazione psicologica. Successivamente è stato affidato all’Azienda sanitaria per avviare un percorso di assistenza attraverso una struttura dedicata.

L’aiuto

Se si è in una situazione di emergenza, va chiamato il 112. Se personalmente o se qualcuno che si conosce ha dei pensieri suicidi, si può chiamare il Telefono Amico allo 02 23272327, tutti i giorni dalle 10 alle 24, o l’Associazione Samaritans allo 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.

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