Svolta al Marina Monfalcone: in arrivo il nuovo distributore per barche e un secondo albergo sul mare
L'ad Steinacher fa il punto sul piano di sviluppo: impianto attivo a inizio 2027 dopo 15 anni di attesa. Previsti anche un circuito verde e la ciclabile a Marina Nova

In tempi che per qualsiasi pubblica amministrazione sono un miraggio la proprietà del Marina Monfalcone ha rimescolato le carte all’ex Hannibal attraverso una riqualificazione globale coi fiocchi, che ha portato al territorio un centro d’eccellenza internazionale della vela, la Red Bull sailing Academy inaugurata l’altra estate, punti di ristorazione, risistemati pontili, un albergo e una spiaggia a gestione pubblico-privata con servizi di qualità.
Un nuovo porto, di fatto, sul golfo di Panzano. E non finisce mica qui, perché come sottolineato ieri in un sopralluogo dall’amministratore delegato Hans-Peter Steinacher: s’è a metà del guado, la prima parte del piano di sviluppo è assolta. Le novità: a breve i diportisti potranno contare in zona Sodena su un nuovo distributore di carburante nautico che mancava da 15 anni sul litorale, marchio Q8.
E poi su una seconda struttura ricettiva con affaccio sul mare, più grande, da 18 camere, oltre a quella già presente, di otto, battezzata nell’agosto 2025; e, sempre in zona Marina Nova, nell’Isola dei Bagni, un ulteriore locale che a seconda delle esigenze si potrà adattare pure a sala conferenze, oltre che a esercizio pubblico, per un aperitivo tra le onde. Non bastasse: sull’ampia area verde da 11 ettari, retrostante la spiaggia (per metà libera e per metà in concessione), sarà declinata la vocazione sportiva e ginnica: circuito aperto tutto l’anno ai cittadini che amano stare immersi nella natura. La zona, peraltro, è stata completamente ripulita con l’eliminazione degli alberi pericolanti, sostituiti da nuovi innesti. E ha visto l’inserimento di giochi per bambini.
Il distributore
La svolta più popolare è ovviamente quella del distributore nautico di gasolio, la petrol station, molto atteso dai titolari di scafo in una Monfalcone con “peso specifico” che si esprime soprattutto attraverso un dato di densità numerica: 197 imbarcazioni per ogni chilometro quadrato di costa, rispetto ad una media nazionale di 19. L’eurodeputata Anna Cisint, che assieme al geometra Giorgio Pinelli, responsabile dell’Unità operativa Economia blu del Comune, ha effettuato la visita in tandem con l’ad Steinacher ha sottolineato: «L’ultimo impianto del genere risale in regione a vent’anni fa circa, al Porto San Rocco di Muggia».
L’impianto, un chiosco con struttura green, in legno e vetro, potrà servire tre barche simultaneamente, nell’ex area Sodena. Dove c’è spazio acqueo per restare pure in coda, eventualmente. Inoltre, aspetto sottolineato da Steinacher, i diportisti potranno, nell’attigua area creata ad hoc, scaricare acque nere e di sentina, queste ultime grazie a un serbatoio interrato di capienza pari a 10.000 litri, le prime tramite il collegamento fognario del marina.
L’avvio del distributore? A gennaio. In realtà la struttura è pressoché ultimata, mancano le scartoffie, cioè quella parte di burocrazia che attiene le autorizzazioni, da parte delle competenti autorità. Per questo si stima che l’impianto sarà operativo «tra Natale e inizio anno», come precisato dall’architetto Giancarlo Pelosi che segue l’iter. Impianto esclusivamente nautico, sia chiaro, perché non collegato alla strada. Non ci si potrà rivolgere lì con la tanica per acquistare un po’ di gasolio da infilare nella vettura, l’ha precisato l’ad.
La ciclabile
Nell’interlocuzione tra proprietà e Comune, ha quindi spiegato Cisint, s’è assunto «l’impegno verbale a realizzare il tratto di ciclabile che manca dal ponte sul Brancolo al muro azzurro anti mareggiata di Marina Nova». Per completare il collegamento alla pista che attraversa l’argine fino alla Julia e oltre. L’amministrazione, dal suo canto, punta a mettersi a caccia di risorse nazionali per il consolidamento del ponte: «Ne parlerò con il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini. A noi non interessa la doppia carreggiata, bensì la sua tenuta, che sia in grado cioè di sopportare anche il passaggio di mezzi pesanti, per esempio per il rifornimento di gasolio».
Una stoccata alla consigliera di Insieme con Moretti Michela Percuzzi che reclamava il raddoppio di corsia. Mentre in campo europeo Cisint vorrebbe pescare l’iniezione di fondi per un «Mose de noaltri», così da combattere le impetuose mareggiate da scirocco e gli effetti nefasti sulla battigia. Infine ci sarà un innesto di videosorveglianza pubblica e privata su Marina Nova, perché come messo in evidenza dall’ad di Marina Monfalcone «una giovane donna si deve sentire sicura in qualsiasi momento, anche la sera, nella frequentazione dei vari luoghi».
Il nuovo albergo
Del raddoppio ricettivo, dopo la prima guest house aperta la scorsa estate, ha parlato invece l’altro architetto ingaggiato dalla proprietà, Federico Fabbro, che ha ripercorso la storia del sito, rilevando, nel complessivo restyling, l’armonizzazione con l’ambiente circostante e le linee preesistenti: «Il secondo albergo sarà ultimato a fine 2028: lo affiancherà una struttura adibita a magazzini». In fondo, un locale bis, in quella che storicamente fu la sede originaria della società Pietas Julia. «L’accoglienza nelle strutture ha lavorato bene», ha concluso Steinacher, «ci piace aprire il complesso a tutte le persone: di qui, della regione e da fuori Paese».
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