Monfalcone out, Altran furiosa «Trattati a pesci in faccia»

Dopo il reinserimento, ieri pomeriggio, di Udine e Maniago fra le città che si divideranno i 18,8 milioni di fondi europei per i progetti Pisus, il sindaco di Monfalcone Silvia Altran sbotta: «Adesso...

Dopo il reinserimento, ieri pomeriggio, di Udine e Maniago fra le città che si divideranno i 18,8 milioni di fondi europei per i progetti Pisus, il sindaco di Monfalcone Silvia Altran sbotta: «Adesso sono ancora più inviperita. Non capisco come sia possibile che Monfalcone, quinta città della regione, che produce il 70% del Pil della provincia, sia trattata a pesci in faccia. Francamente è troppo».

Già in mattinata, una volta appresa la decisione della giunta regionale, che ha visto Monfalcone esclusa dalla ripartizione dei fondi, il primo cittadino aveva espresso «amarezza nel vedere che le cose sono state decise, dopo un anno e mezzo di attesa, a una settimana dalle elezioni regionali. Nonostante la Regione abbia chiesto integrazioni e osservazioni al nostro progetto ancora la scorsa estate - ha sottolineato Altran - è chiaro che la giunta regionale ha fatto una scelta politica. Ha accontentato con cifre consistenti alcuni Comuni, lasciando a bocca asciutta gli altri, le cui domande sono comunque state ammesse».

Sulle lungaggini dell’amministrazione regionale punta l’indice anche l’assessore comunale ai Lavori pubblici Massimo Schiavo, che esprime una «grave amarezza», anche se attende di leggere le motivazioni della scelta nella delibera di approvazione della graduatoria. «Speriamo - auspica - che la futura giunta regionale si comporti in maniera diversa in termini di velocità e trasparenza».

L’assessore ricorda che la documentazione sui progetti doveva essere presentata entro il novembre 2011. «Sono passati quindici mesi - rimarca Schiavo - e poi per due volte la Regione ci ha chiesto integrazioni. In questi lunghi mesi - aggiunge - abbiamo avuto più volte il sentore che ci fosserò difficoltà nell’assegnazione dei fondi e nella stesura della graduatoria».

Il progetto, presentato dal Comune di Monfalcone assieme a quello di Ronchi, prevedeva tre assi di intervento: lavori pubblici, iniziative di marketing territoriale e interventi a favore di consorzi (nel caso specifico associazioni del commercio) per riqualificare i centri urbani.

Un programma articolato, che ora verrà ridimensionato e attuato con le sole risorse delle amministrazioni comunali. «E’ particolarmente grave - annota Schiavo - che salti il marketing territoriale, che prevedeva due progetti da 200mila euro per migliorare la visibilità delle attività in centro».

Quanto all’articolata parte dei lavori pubblici (2 milioni 180mila euro) si riducono ora anche i fondi per la sistemazione di Corso del popolo: dagli 850 mila euro previsti a 600 mila, tutti del Comune, che se ne andranno interamente per la pavimentazione. L’arredo urbano dovrà attendere.

(gi.pa.)

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