Monfalcone tira la volata a Debora

MONFALCONE. La crisi nazionale del centrosinistra non ha lasciato segni a Monfalcone: la città dei cantieri e la sua “cintura rossa” hanno dato una grossa mano a Debora Serracchiani, fornendole un serbatoio di consensi decisivo per la vittoria. Mentre il Pd ha aumentato addirittura di 7 punti percentuali (raggiungendo il 37%) il già cospicuo bottino delle politiche di due mesi fa.
A Monfalcone l’europarlamentare ha scavato una voragine di 14 punti percentuali, nella città dei cantieri, tra lei e il governatore uscente Renzo Tondo. Da parte sua, il “grillino” Saverio Galluccio non ha sfondato come sperava e si è fermato a poco più del 20%.
Se il Pd ha consolidato a Monfalcone il suo ruolo di primo partito, sostenuto anche dal buon risultato ottenuto da Sel (oltre il 6%), il Pdl ha toccato stavolta il suo minimo storico (16,6%), superato anche dai “grillini” che pure hanno subito, nel giro di due mesi, un ridimensionamento non da poco.
Monfalcone ha fatto quindi da apripista alla vittoria di Debora Serracchiani. Ma il suo hinterland ha dimostrato una compattezza addirittura granitica a favore della candidata del centrosinistra. A Ronchi e a Staranzano Debora Serracchiani ha toccato quota 54%, relegando Tondo al terzo posto staccatissimo. Il record assoluto a favore di Debora è arrivato a Doberdò del Lago con il 71% dei voti. Il centrosinistra non ha mostrato falle in nessuno dei Comuni della Bisiacaria: in tutti Tondo si è dovuto accontentare del terzo posto. Sul piano personale, a Monfalcone, Serracchiani ha dimostrato di avere maggior appeal sull’elettorato rispetto al suo principale avversario.
Tondo ha infatti registrato il 4% dei voti in meno rispetto a quelli ottenuti dalla coalizione che lo sosteneva, mentre Serracchiani solo il 2%. A favore di Debora ha giocato probabilmente anche una campagna elettorale più “aggressiva” del centrosinistra.
A lasciare il segno è stato senza dubbio il “ciclone” Matteo Renzi, giunto a Monfalcone a ridosso del voto con l’eccezionale trovata di fermarsi a pranzare nella mensa degli operai della Sbe, conquistando le simpatie di larghe frange operaie.
A favore di Serracchiani, alla vigilia del voto, si era esplicitamente dichiarata anche la forte componente dei portuali, delusi dalla politica regionale e fiduciosi in una prospettiva di ripresa a fronte degli espliciti impegni di Debora a favore dello scalo marittimo. L’exploit del partito ha consentito a Omar Greco, segretario provinciale uscente, di ottenere 601 preferenze, e a Diego Moretti, dipendente della Sbe, 335, due risultati personali eccellenti.
Nella città dei cantieri e nel mandamento fa scalpore la marcia indietro del M5S che ha perso 6 punti percentuali superando di poco il 20%. I “grillini” sono stati probabilmente i più penalizzati dal fatto che, in questa tornata elettorale, un monfalconese su quattro non si è recato alle urne, rispetto alle politiche di due mesi fa.
Il successo personale di Giuseppe Nicoli (Pdl) e Anna Maria Cisint (Autonomia Responsabile), rispettivamente con 378 e 386 preferenze ottenute nella loro città, non è bastato a salvare da un forte ridimensionamento il centrodestra, punito duramente a livello di coalizione, votato da un monfalconese su tre. È crollato il Pdl, mai attestatosi al 16%, che ha avuto per sua fortuna il forte sostegno di “Autonomia Responsabile”, grazie all’exploit personale di Anna Maria Cisint.
Mentre ha subito un altro tracollo la Lega Nord, già punita alle politiche di due mesi fa e ora ridotta al 4,16%.
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