Monte Grisa riapre dopo il contagio Fedeli di nuovo riuniti in preghiera

Dopo tre settimane di chiusura con i sacerdoti in quarantena, ieri sera nel santuario la messa del giovedì santo  
Foto BRUNI Trieste 01.04..2021 Monte Grisa,santuario
Foto BRUNI Trieste 01.04..2021 Monte Grisa,santuario

la celebrazione



Una comunità religiosa che si è ritrovata nella propria chiesa, finalmente riaperta, abbracciando virtualmente i sacerdoti usciti dalla quarantena, alla quale li aveva obbligati il Covid. È stato un momento commovente quello vissuto ieri, poco prima del tramonto, nel santuario di Monte Grisa, che ha accolto i fedeli per il rosario e la messa del giovedì santo, dopo tre settimane di chiusura, evento quest’ultimo mai verificatosi nei quasi 55 anni di vita del tempio.

Uno stop causato dall’emergenza pandemica e vissuto con grande apprensione dall’intera comunità religiosa della città, che ha temuto per la sorte del rettore, padre Luigi Moro, che ieri ha celebrato la funzione, di don Paolo Falchi, don Carlo Morelli e don Lorenzo Pardi, parroco della chiesetta di borgo san Nazario, che condivide con gli altri sacerdoti la foresteria di Monte Grisa. Proprio questa promiscuità era stata all’origine della chiusura: accertato nella prima decade di marzo che don Pardi era stato contagiato, non c’era alternativa alla chiusura del santuario per motivi precauzionali.

In parallelo, ai quattro sacerdoti era stato imposto di rimanere ciascuno nella propria stanza. Pochi giorni fa il sospirato responso del secondo tampone: tutti negativi. E così ieri il santuario è stata aperto in occasione dell’inizio del triduo pasquale, per la gioia dei fedeli che abitualmente lo frequentano.

«In queste settimane – ha detto Elena Surian – abbiamo pregato per la salute dei nostri sacerdoti e per la riapertura del santuario. Ringraziamo il Vescovo, Giampaolo Crepaldi – ha aggiunto – che abbiamo sentito vicino a noi e che ha permesso la riapertura in occasione della Pasqua». «Eravamo molto preoccupati per la salute di padre Luigi Moro e degli altri sacerdoti – ha sottolineato Fiorentino Dionis – ma la fede di tutti noi, che viviamo nei gruppi di preghiera del santuario, alla fine è stata ripagata. Sono più di 20 anni che frequento monte Grisa – ha concluso – e soffrivo nel vedere quei cancelli chiusi. Ora gioisco alla loro riapertura». «Faccio parte del coro del santuario – ha precisato Edoardo Coral – e in queste settimane ci siamo rivolti alla Madonna, affinché ci restituisse in salute i nostri sacerdoti e alla fine siamo stati appagati. Mi preoccupa però la situazione generale dell’emergenza pandemica – ha proseguito – e non so veramente quando finirà questo problema che sta attanagliando il mondo intero». «Sentivo costantemente al telefono padre Luigi, assieme al quale sono stata in pellegrinaggio a Fatima – ha raccontato Rossella Vianello – ed ero presente in quella fredda domenica di metà marzo, con la chiesa chiusa da pochi giorni, quando abbiamo deciso di sfidare pioggia e vento pur di alzare le nostre preghiere al cielo». «Monte Grisa l’ho visto nascere come edificio – ha ricordato Giorgio Pecorari, ex ingegnere della Micoperi – e il Covid, per me che ho una casa a Trieste e una a Bergamo, è stato ed è un incubo. Per fortuna ora monte Grisa ne è fuori».

Per l’occasione della riapertura del tempio, è stato registrato un concerto del gruppo vocale femminile “LeSandrine”, dirette dalla maestra Alessandra Esposito, nell’ambito di un progetto curato dal Comune, in collaborazione col Rotary club Trieste Alto Adriatico e la Società dei concerti, che ha messo a disposizione il proprio canale Youtube per una visione che sarà possibile per tutta la Settimana santa. Le musiche sono di Franz Joseph Haydin. —



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