Moretton a Illy: non denunciamo i metalmeccanici

«Situazione più serena dopo la firma del contratto nazionale. L’azione legale è superata»
TRIESTE
Nel braccio di ferro tra il governatore Riccardo Illy e la Cgil sul blocco dell’A4 conseguente allo sciopero dei metalmeccanici, Gianfranco Moretton lancia un messaggio di distensione, chiedendo di non procedere contro i lavoratori. «Dopo la firma del contratto nazionale dei metalmeccanici, la situazione è più serena, possono essere superate eventuali azioni coercitive» dice il vicepresidente. Gli assessori di area Ds invece temporeggiano aspettando la prossima riunione della giunta, fissata per domani. Quella che porterà alla loro attenzione il verbale che fotografa la discussione di venerdì scorso nella quale tutti, ad eccezione dell’assessore di Rifondazione Antonaz hanno appoggiato l’intenzione espressa da Illy di attivare Autovie Venete, affinchè possa valutare l’opportunità di denunciare i manifestanti che avrebbero «violato la legalità», bloccando l’arteria al Lisert, producendo danni ai cittadini e alla stessa concessionaria dell’A4.


Ma tutti assicurano che non c’è stata alcuna «delibera di generalità». «Non ho nulla da aggiungere a quanto già detto» taglia corto Roberto Cosolini mentre per Ezio Beltrame «c’è stata una discussione serena sul fatto di tutelare i migliaia di pendolari penalizzati dai manifestanti, aspettiamo il verbale della riunione e comunque non c’è stata ancora alcuna denuncia». Se da una parte sembra non esserci un atto formale è evidente che una questione politica è stata scatenata dall’intervento di Illy. E proprio perchè il problema politico è delicato Gianfranco Moretton, vicepresidente della giunta, ieri ha preso posizione. «Dopo la firma del contratto dei metalmeccanici possono essere superate eventuali azioni coercitive» ha detto. «La firma del contratto, peraltro auspicata da tutta la giunta e dal presidente consente di rasserenare gli animi nella società italiana e in quella del Friuli Venezia Giulia». Moretton ricorda che lo sciopero «è uno strumento legittimo, un diritto sancito dalla Costituzione, di difesa del lavoro ma che non dovrebbe mai trasecolare in azioni che creino difficoltà agli altri cittadini-lavoratori.


Oggi - prosegue Moretton nella nota - la situazione più serena induce a pensare che eventuali azioni coercitive, benchè solo il Cda di Autovie venete può deliberare, possano essere superate». Moretton ricorda inoltre che «l'intervento delle forze dell'ordine rispetto al blocco sull'autostrada A4 sarà sufficiente a determinare l'eventuale responsabilità o meno dei singoli». Ricorda infine che nel 1994, in occasione dello sciopero dei lavoratori della Seleco, il tribunale sentenziò l'assoluzione degli operai autori di blocchi sulla linea ferroviaria a Pordenone. Intanto ieri è giunta una forte critica alla Regione da parte della Uil. «Apprendiamo con sconcerto - scrive il segretario regionale di Uiltrasporti Gianpiero Fanigliulo in una lettera indirizzata a Autovie - che l’azionista di maggioranza vi avrebbe incaricato di agire legalmente contro i lavoratori metalmeccanici. Per quanto ci è dato sapere - aggiunge - la manifestazione si è svolta con grande civiltà. Siate ragionevoli almeno voi e non ponete in essere atti che andrebbero a minare il rapporti con Uil trasporti. Non commentiamo la scelta della Regione, riteniamo che lo sdegno suscitato basti e avanzi».

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