Morsolin: «Tasse calate alle imprese Nulla per i nuclei in difficoltà e Lsu»

Bonaventura Monfalcone-04.03.2017 Consiglio comunale straordinario per le UTI-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.03.2017 Consiglio comunale straordinario per le UTI-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

«Dopo quattro anni di mandato siamo ancora a discutere del libro dei sogni». È il commento di Cristiana Morsolin, consigliere de La Sinistra dopo la massima assise di giovedì in cui si è trattato il rendiconto di bilancio e la maxi variazione da quasi 6 milioni di euro.

«Dopo tanti proclami – attacca – a ben guardare il consuntivo del 2019 ci dice tre cose sull’amministrazione Cisint e cioè che sulle grandi opere nulla ancora è stato fatto, che per la tassazione ci sono solo riduzioni per le imprese e niente per le famiglie e che sulle politiche del lavoro non ci si è spostati di una virgola». Per il primo punto solo «grandi promesse, colpe alla burocrazia, rattoppi su qualche strada e marciapiede, ma ancora niente di fatto se non le inaugurazioni delle opere cantierate da “quelli di prima”». «Le scuole sono ferme al palo e gli spazi per accogliere i bambini in lista d’attesa non ci sono», puntualizza Morsolin. Ma nel “sistemare” i bambini, da una parte si «toglie il problema e si coprono i buchi nelle altre scuole del mandamento», dall’altra «si dimentica completamente che si tratta di persone che verranno private di un diritto fondamentale, quello di inclusione nel loro territorio di residenza».

In merito alla tassazione, «Cisint e soci – sempre nella nota de La Sinistra – non smentiscono la linea del centrodestra classico: riduzione delle tasse alle imprese e niente per le famiglie in difficoltà. Infatti in quattro anni le bollette della Tari non sono calate per i normali cittadini, ma sono calate le tassazioni dell’Imu per chi ha seconde e terze case. Facile poi fare la media del pollo e dire che a tutti sono diminuite le tasse di 40 euro». «Con i soldi spesi per eventi e pubblicità, più di un milione e duecentomila euro – rincara Morsolin –, si sarebbe potuto ridurre completamente l’Irpef comunale, di pari importo, che è invece rimasta invariata così come stabilita dalle amministrazioni precedenti». Infine sulle politiche per il lavoro, «l’appalto e il sub appalto non si è spostato di una virgola: anche qua dopo i pugni di carta sbattuti per finta, nulla si è mosso e su un bilancio di più di 40 milioni di euro l’amministrazione è riuscita a investirne solo 5 mila per i lavori socialmente utili». «Con un rendiconto così - conclude Morsolin - Berlinguer si starà rivoltando nella tomba, altro che eredi dei principi di sinistra». —

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