Morto Colus, anima del bocciodromo di Ronchi

RONCHI DEI LEGIONARI. Uno di quei mali che non perdona ha strappato all’amore dei propri cari uno dei dirigenti sportivi più apprezzati a Ronchi dei Legionari. È morto all’età di 53 anni Paolo Colus, del direttivo della società sportiva bocciofila Tre Stelle, di cui era attualmente tesoriere. Una vita nell’ambiente sportivo, quella di Paolo Colus, figlio di quel Lucio che, scomparso alcuni anni orsono, per trent’anni era stato protagonista della società La Ruota prima e dal 1989 nella Tre Stelle. Colus, che abitava a Ronchi dei Legionari con la moglie Nadia e i figli Giulia e Luca, era apprezzato anche nel lavoro. Da sempre lavorava nella Leonardo, erede della storica Meteor, come operaio specializzato nella sezione velivoli teleguidati. Frequenti erano le sue missioni, specie nei poligoni militari della Sardegna dove si testano questi particolari aeromobili. Sempre accanto alla sua famiglia, la grande passione, da sempre, era quella per le bocce, passione che aveva ereditato dal padre Lucio. Aveva giocato per molti anni, sempre con la casacca delle società di Ronchi dei Legionari ed anche nelle serie maggiori, poi era diventato dirigente. Ed era lui che, con puntigliosità e capacità, gestiva le finanze della Tre Stelle, punto di riferimento per tutti. Una perdita gravissima che il presidente della Tre Stelle, Ilver Zampar, ma anche Tranquillo Zanet, da sempre nel mondo sportivo ronchese, sottolineano con grande tristezza.
Da qualche giorno era ricoverato all’ospedale di Udine. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate e a nulla sono valsi i tentativi dei sanitari. Ronchi dei Legionari lo saluterà oggi per l’ultima volta. La camera ardente, allestita nella cappella mortuaria del San Polo, rimarrà aperta dalle 9.30 alle 11.30, mentre una cerimonia si svolgerà al bocciodromo, la sua seconda casa. Sarà qui che i dirigenti lo ricorderanno e ricorderanno assieme a lui tutti coloro i quali hanno reso grande il movimento delle bocce cittadino, fondato proprio sul volontariato e sull’altruismo. Qui hanno lavorato decine e decine di persone, prima per realizzare la struttura, poi per gestirla e renderla grande. Tanti di quei volontari ed appassionati di allora non ci sono più, ma, senza retorica alcuna, vivono le cuore e nella mente di tanti amici. Tra questi, adesso, anche Paolo Colus che, nei mesi scorsi, aveva lavorato sodo, assieme agli altri amici, per organizzare la competizione europea prevista nei primi giorni di luglio. Senza di lui, si può dirlo, non sarà più lo stesso e la sua presenza mancherà di certo quando le otto nazioni europee impegnate nella kermesse si contenderanno il titolo della Coppa Europa alla quale teneva particolarmente.
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