Morto Giovanni Lettich, insegnò al Dante
Uomo di grande cultura, che non ha mai perso l'interesse per i classici e non ha mai abbandonato i suoi studi. Così viene ricordato Giovanni Lettich, morto a 83 anni. Era uno studioso di lettere antiche, già docente al liceo Dante. La sua dedizione aveva radici profonde, che affondavano nel suo passato da studente. «Siamo stati compagni di classe dal ginnasio – spiega Maria Grazia Berti Rozzo, ex docente al Dante - era una persona di grandissima preparazione, fondata già dal liceo. Aveva la capacità di andare a fondo in tutte le materie, emergeva».
Livia Rudoi, collega di Lettich, racconta: «Ci incontravamo ogni tanto la domenica con la moglie, che conosco da secoli. Si parlava del greco, del latino, di andare in vacanza sulle isole greche. Gli studenti del Dante lo ricorderanno con molto affetto». A definirlo «un collega da 30 e lode» è Ellade Tagliaferro, ex docente, come Lettich, di lettere latine e greche al liceo Dante. «Siamo stati prima colleghi a Udine, allo Stellini, tra il ’67 e il ’68. Poi sono passata al Dante, e lui è arrivato a ruota. Una persona riservata, studiosa, colta».
Letterato ma anche grande appassionato di musica, aggiunge Grazia Caranfa, ex docente di filosofia nello stesso liceo. «Lettich era un ottimo conoscitore di musica lirica. Un grande intenditore, conosceva le opera a menadito».
Lo ricorda così il giornalista Paolo Bosazzi, suo ex allievo: «Non era severo, rispetto ad altri insegnanti. Si vedeva che gli piaceva la materia, che ne avrebbe parlato più volentieri di quanto la insegnasse, magari a quei livelli colloquiali che puoi impostare con un docente universitario. Capivi che era un buono. E comprendevi solo anni più tardi quanto avevi perso a non approfittare della materia in maniera giusta». I funerali sabato alle 13 dalla cappella di via Costalunga per la chiesa del cimitero.
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