Mossa e Capriva: «I treni devono tornare a fermarsi»

Posizione comune dei sindaci Feresin e Sergon: «Lasciare inutilizzate le due stazioni non ha senso». Primo incontro con l’assessore Santoro
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 17.06.2012 Stazione ferroviaria Mossa - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 17.06.2012 Stazione ferroviaria Mossa - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

MOSSA. Mossa e Capriva del Friuli non mollano. E tornano a chiedere con forza che vengano ripristinate le fermate dei treni nei rispettivi paesi.

«Nei giorni scorsi - rivela il sindaco di Mossa, Elisabetta Feresin - si è svolto in Provincia un incontro dedicato alla nuova gara per il trasporto pubblico locale. Si è parlato specificatamente di trasporto su strada e marittimo mentre, nei prossimi giorni, verrà dedicata una riunione ad hoc per parlare di quello ferroviario. Era presente anche l’assessore regionale ai Trasporti Maria Grazia Santoro che ha ribadito l’intenzione di inserire nel bando anche le fermate nei nostri due Comuni. Mi auguro che l’operazione vada a buon fine perché desidereremmo che le nostre stazioni ricomincino a funzionare».

Aggiunge Feresin: «Non molliamo. Vogliamo che i treni tornino a fermarsi nel nostro paese. Siamo pronti ad accettare anche eventuali riduzioni delle corse ma non la cancellazione, come avviene oggi, di tutte le fermate. Peraltro, la nostra stazione non è stata smantellata: ciò significa che non è necessario effettuare lavori di alcun tipo per vedere ripristinate le corse».

Come si ricorderà, di fronte alle notizie relative ai tagli, i cittadini di Mossa non rimasero con le mani in mano. E partì quasi istantaneamente una raccolta firme contro quella che aveva tutti i connotati di una vera e propria dismissione della stazione ferroviaria. Per mettere in azione le cesoie, alla Regione bastarono i numeri: stando ai documenti che ci vennero messi a disposizione dal sindaco Feresin sia la stazione di Mossa che quella di Capriva del Friuli non registrebbero abbastanza passeggeri. In un giorno si fermano a Mossa undici treni con una presenza media di 22 utenti, a Capriva lo stesso numero di convogli per un numero ancora inferiore (19) di passeggeri. «Mi rendo conto che i numeri non aiutano la nostra battaglia ma sono convinta che devono essere anteposte a tutto le esigenze dei cittadini», la conclusione di Elisabetta Feresin.

Perfettamente d’accordo Daniele Sergon, sindaco di Capriva. Già nei giorni scorsi dichiarò: «Nostra intenzione è quella di convincere la Regione a ripristinare la fermata caprivese, che ricordiamo non è stata soppressa, bensì solo sospesa. La logica allora alla base fu il contenimento delle spese, ma il nuovo bando aperto dalla Regione stessa fa riferimento a risparmio sui chilometri, e non sui tempi: dunque, siccome un treno deve comunque passare per Capriva sulla linea Gorizia-Cormòns, puntiamo a far riaprire la stazione del nostro paese. Non ci sarebbero costi di nessun tipo, tenerla chiusa non ha senso».

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