Mostra all’ex Pescheria, solo tremila visitatori
“Disobbedisco”. Il titolo della mostra triestina dedicata all’impresa di Fiume del Vate, in corso dal 13 luglio al Salone degli incanti, è stato in un certo senso preso sul serio dai visitatori, che l’hanno praticamente disertata. Nel primo mese di apertura sono stati registrati appena 3 mila visitatori (2.980 per la precisione). In pratica 114 visitatori al giorno considerando il lunedì di chiusura. «Siamo sugli standard delle altre mostre. Non certamente quella dei Lego, che ha fatto 51 mila visitatori. Ma è stata un cosa eccezionale» ammette l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi. Alla faccia del biglietto di ingresso: 11 euro per “I love Lego! e 6 euro per “Disobbedisco”. Andando avanti di questo passo si riuscirà a superare col fiatone i 10 mila visitatori alla data di chiusura del 3 novembre. Un andamento simili alla deludente mostra di Sgarbi del 2017 (“Le stanze segrete”), che finì per totalizzare 15.225 visitatori in 123 giorni grazie a una proroga e alla “parata” finale di Gigi Buffon. La mostra, pagata dal Comune 140 mila euro, costò 9,20 euro a visitatore. Stavolta però c’è il rischio di fare peggio visto che per la mostra (prodotta da “Contemplazioni” e curata da Giordano Bruno Guerri) il Comune ha sborsato 382 mila euro. «Evidentemente c’è un diverso interesse per una mostra tradizionale come è stata quella di Sgarbi o quella sull’archeologia subacquea della Regione - allarga le braccia Rossi -. Quella di D’Annunzio non è una mostra commerciale come quella dei Lego». I legionario del Vate non “legano” allo stesso modo. —
Fa.Do.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








