Museo della città e albergo al Carciotti

Museo della città, con accesso dalla facciata principale (quella che guarda alle Rive), e subito dietro un albergo o residence per turisti con ingresso su via Cassa di risparmio. Il tutto dentro un unico, grande e storico immobile: palazzo Carciotti. La nuova strada intrapresa ora da Comune e Direzione regionale dei Beni culturali potrebbe rappresentare la chiave per aprire il portone di quel project-financing che, unendo gli interessi del pubblico e di uno o più privati investitori, permetterebbe di avviare nel concreto la riqualificazione dell’edificio voluto dal commerciante greco Demetrio Carciotti alla fine del Settecento.
«Ci sono state due manifestazioni di interesse da parte di privati. Una risale ormai ad alcuni mesi or sono, l’altra è più recente», svela il sindaco Roberto Cosolini. Sondaggi, per il momento. «È chiaro che una spesa molto importante quale è quella per la ristrutturazione del Carciotti - prosegue il primo cittadino -, da circa 25-30 milioni di euro, non può essere coperta con il solo apporto del pubblico. Pensare dunque alla parte più prestigiosa del palazzo, affacciata sul mare, come Museo della città, con dietro un’area con ristorante e albergo è un’ipotesi che potrebbe dare valore a un investimento. Che consentirebbe di finanziare l’opera in maniera prevalente grazie al capitale privato». Con gli enti pubblici in appoggio. Intanto, i soldi stanziati da Arcus - la società che agisce per conto del Ministero dei Beni e delle Attività culturali per garantire procedure semplificate nella gestione dei fondi e tempi più rapidi - restano lì, al loro posto, pronti. «Si tratta di un milione e mezzo-un milione 600mila euro», fa il punto il direttore regionale dei Beni culturali, Giangiacomo Martines. Per non vedere sfumare il finanziamento, Comune e Direzione dei Beni culturali hanno confermato entro fine 2013 la volontà di proseguire su un progetto condiviso. Che andrà ora costruito nei dettagli. «Nei prossimi due-tre mesi - riprende Cosolini - tenteremo di far coincidere l’interesse dei privati e quello di Arcus. Con un disegno complessivo, i cui lotti potranno poi anche essere stralciati andando avanti autonomamente». «Arcus - specifica dal canto suo Martines - chiede (a fronte dei soldi messi a disposizione, ndr) due cose: un progetto condiviso, il cui quadro è in corso di definizione, e inoltre che quanto finanziato sia “riconoscibile”. Penso, al riguardo, ad esempio a un primo lotto funzionale che possa servire a riaprire presto al pubblico il salone al primo piano del palazzo».
La combinazione progettuale cui le istituzioni stanno lavorando si fonda dunque su due punti cardine: «Un Museo della città, della sua storia e delle sue peculiarità - aggiunge Cosolini -, quali le assicurazioni, il mare, la marineria, il caffè, può essere un grande attrattore. Assieme a questo, in palazzo Carciotti, l’ipotesi prioritaria è quella di sistemare un albergo». Nella parte museale andrebbero a trovare casa «grandi collezioni. Come - spiega Martines - la Galleria nazionale di arte antica, in larga misura frutto di lasciti di privati. Un progetto complessivo in cui coinvolgere anche l’Università». Che la storia infinita dell’edificio oggi ancora in parte sede di uffici comunali sia prossima a giungere finalmente a una svolta dopo anni e anni di idee, contro-idee, progetti, modifiche, proposte, annunci?
Nel frattempo, in accordo anche con il Genio civile, Comune e Direzione regionale dei Beni culturali hanno deciso di intraprendere - fa sapere Martines - un percorso di indagini conoscitive sull’intera struttura affinché, dopo l’ultimazione del progetto definitivo, non vi siano poi sorprese quando inizieranno i lavori. «Il Carciotti è un palazzo veramente grande, lo si coglie più camminandoci all’interno che girandovi attorno all’esterno, e si trova in una posizione bellissima - riflette infine Martines -. A me pare che il fatto di aprire all’investimento di privati, sia il modo corretto di affrontare la questione da parte dell’amministrazione».
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